Cresce l’agriturismo e anche la multifunzionalità

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Il rapporto Ismea 2018 sull’agriturismo registra ormai una crescita costante e ultradecennale del settore che va di pari passo con quella delle attività agricole connesse.

Il rapporto Ismea 2018 sull’agriturismo parte dalla constatazione che la produzione derivante dalle attività agricole connesse è in continuo aumento a differenza delle produzioni agricole in senso stretto che hanno subito invece riduzioni. L’agriturismo è nato è cresciuto come attività connessa e pertanto continua beneficiare di un trend in crescita anche alla fine del 2017 cui si riferiscono i dati del Rapporto.

Nel 2017, infatti, a fronte di una flessione del 2,5% su base annua della produzione agricola nazionale, determinata dal calo di quasi tutte le sue componenti - coltivazioni legnose (-5,4%), foraggere (-5,4%), erbacee (-5,1%), allevamenti zootecnici (-0,4%) -, le attività secondarie hanno proseguito il trend positivo degli ultimi anni, raggiungendo 4,6 miliardi di euro (+4,9% l'aumento della produzione a valori correnti rispetto al 2016). Tra le attività secondarie riprende a crescere la produzione di energie rinnovabili (+5,2%), proseguono l’espansione l’agriturismo (+5,1%), con le attività ricreative, didattiche e sociali, e la vendita diretta (+1,9%).

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L'albero italiano della multifunzionalità

Il punto di forza della multifunzionalità agricola italiana

Il Rapporto Ismea riferisce che nel 2017, il fatturato dell’agriturismo cresce sino a 1,36 miliardi con un aumento del 6,7% sul 2016, la domanda sale sino a 12,7 milioni di presenze con un incremento del 5,3% e 3,2 milioni di arrivi pari ad un aumento del 6,7% rispetto al 2016, l’offerta raggiunge le 23.406 aziende attive che sono aumentate rispetto all’anno 2016 del 3,3%.

L’importante contributo dell’agriturismo al mantenimento delle attività agricole, spesso familiari e di piccole dimensioni, in zone montane e svantaggiate, è confermato dal fatto che il 61,6% delle aziende agrituristiche è situata nelle aree interne.

Nel 2017, rispetto all’anno precedente, la crescita della domanda mostra un leggero rallentamento, riconducibile alla clientela italiana. Dal 2015 al 2017, a sostenere l’incremento della domanda sono principalmente gli stranieri, che rappresentano il 47% degli arrivi e il 58% delle presenze, con un sensibile aumento nel periodo considerato, rispettivamente, del 10,5% e del 6,5%. Dall’analisi di arrivi e presenze per aree d’origine nel biennio 2016-17 si evidenziano incrementi a doppia cifra per alcuni paesi: Brasile (arrivi +37,7% e presenze +41,3%), Russia (+37,5% e +33,1%), Cina (+26,8% e +30,1%), Croazia (+26,2% e +24,2%) e Danimarca (+19,5% e +21,6%) su tutti.

Agriturismo e aziende didattiche

Nel 2017, l’attività didattica è proposta da 1.547 aziende agricole con autorizzazione per agriturismo è aumentata del 3,3% rispetto al 2016, mentre risultano più che raddoppiate rispetto al 2010 e cioè l’anno della prima rilevazione.

Esistono complessivamente 2.680 fattorie didattiche (+17% nel 2018 rispetto al 2017) e 213 fattorie sociali/ operatori di agricoltura sociale iscritti (+129% rispetto al 2017) negli elenchi regionali a testimonianza di come l’incremento degli operatori di agricoltura sociale coinvolti sia anche accompagnato da un crescente riconoscimento da parte del sistema pubblico.

CONSUMATORI E AGRITURISMO

Il rapporto ha effettuato anche un’indagine campionaria per conoscere i motivi che spingono i consumatori a ricercare un agriturismo per le loro vacanze e cosa apprezzano di più o di meno in coloro che propongono questa forma di turismo.

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