Agrumi, tempo di mosca e il clima non è di aiuto

Femmina di mosca della frutta con ovopositore estroflesso
Le piogge e le temperature contenute hanno consentito lo sviluppo di un'ulteriore generazione di Ceratitis capitata a caccia di frutti su cui ovideporre

Come per la mosca delle olive, l’estate e i primi mesi autunnali sono stati piuttosto favorevoli alla polifaga mosca della frutta (Ceratitis capitata) la cui popolazione non è stata contenuta da forti caldi estivi.

La temperatura mite e le diffuse piogge delle scorse settimane hanno aiutato l’insetto a completare un’ulteriore generazione con un forte aumento della presenza degli adulti “a caccia” di frutti su cui ovideporre sulle specie vegetali suscettibili: i kaki, gli agrumi, i fichi e fichi d’india.

Man mano che le diverse varietà di agrumi si avvicinano alla fase dell’invaiatura, quindi, occorrerà monitorare la presenza degli adulti della mosca con l’ausilio di trappole attrattive.

Mentre per le varietà in maturazione occorrerà proseguire il controllo dell’insetto, proteggendo adeguatamente i frutti fino alla raccolta.

Esche proteiche e cattura massale

Per la lotta chimica si potrà adottare il metodo delle esche proteiche attivate con un estere fosforico (fosmet o malation) o un piretroide, da distribuire a filari alterni sul lato più soleggiato della chioma (da ripetere dopo eventi piovosi dilavanti).

Un’alternativa è il trattamento generalizzato con prodotti come:

- il fosmet (che grazie alla sua citotropicità oltre all’azione adulticida ha una certa attività sulle larvette non ancora infossatesi nel frutto);

- l’etofenprox o un piretroide (questi ultimi hanno solo azione adulticida);

- il neonicotinoide acetamiprid, che per la sua citotropicità ascendente può avere una discreta azione larvicida penetrando nei frutti immaturi.

Un’altra possibilità di lotta alla mosca della frutta, con metodi biologici applicabili su superfici relativamente ampie (almeno qualche ettaro), è fornita dalle trappole per la cattura massale o “attract and kill”. In commercio ne esistono di diversi tipi che spesso abbinano all’attrazione alimentare quella cromatica e/o quella parassessuale.

A queste si aggiunge l’esca attrattiva attivata con spinosad, che viene distribuita direttamente sulla vegetazione in piccole quantità a intervalli regolari di 5-10 giorni.

Questi metodi, eventualmente integrati da trattamenti insetticidi diretti, vanno applicati con criteri preventivi prima che la popolazione della mosca cresca sensibilmente nell’agrumeto.

Il monitoraggio

Si ricorda che il monitoraggio con trappole è utile per verificare la presenza degli adulti dell’insetto.

Trappola per la mosca della frutta

Tuttavia il monitoraggio non dà indicazioni direttamente correlabili a soglie di intervento, che dipendono dai potenziali danni sui frutti provocati dalle punture di ovideposizione e dall’attività trofica delle larve nella polpa. Sul mercato sono disponibili diversi tipi di trappole di buona efficacia:

  • trappole cromotropiche: il giallo attira i ditteri, tra cui la C. capitata, ma anche altri insetti, alcuni dei quali appartengono all’entomofauna utile;
  • trappole alimentari: sono attivate con sostanze prevalentemente a base azotata, a cui sono sensibili soprattutto le femmine con le uova in maturazione;
  • trappole parasessuali: il trimedlure attira selettivamente i maschi.

Le trappole vanno posizionate esternamente alla chioma, a circa 1,80 metri di altezza, con orientamento sud/sud-ovest, in modo da intercettare in maniera efficace le mosche.
Il numero minimo consigliato è di 2 trappole per ettaro. Si ricorda che lo spessore dell’albedo (lo strato bianco della buccia) ostacola la penetrazione delle larvette neonate nella buccia. Pertanto, le cultivar a buccia sottile, come il mijagawa o il clementine, sono più danneggiate di quelle a buccia spessa, come quelle del gruppo navel.

Articolo pubblicato sulla rubrica L'occhio del Fitopatologo/Sud di Terra e Vita

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