Baby leaf, tecnica al top

baby leaf
Come proteggere dai patogeni le coltivazioni di ortaggi a foglia da taglio

La coltivazione degli ortaggi a foglia da taglio (baby leaf) – rucola selvatica, lattughino, valerianella o dolcetta, spinacio, cicorino e bietola– destinati alla quarta gamma, può essere vista come la prima parte di un articolato processo produttivo, che inizia nel campo per continuare negli stabilimenti di lavorazione e confezionamento, fino ad arrivare alla vendita al dettaglio. Per questo motivo dal processo produttivo deve nascere un prodotto che abbia i requisiti idonei per le fasi successive. Questo ha influito anche sulla scelta dell’ambiente di coltivazione, oggi realizzata quasi esclusivamente sotto serra, dove viene garantita la pulizia del prodotto alla raccolta, possono essere monitorati i parametri climatici, gestiti più agevolmente gli interventi fitosanitari e la fertirrigazione e programmare un maggior numero di cicli produttivi per l’intero arco dell’anno.

I terreni destinati alla coltivazione di questi ortaggi debbono presentare una buona capacità di ritenzione idrica ma senza ristagni che potrebbero favorire l’insorgenza di gravi problemi fitopatologici determinati dai patogeni tellurici. La disinfezione del terreno rientra tra i mezzi potenzialmente impiegabili per combattere detti patogeni, tuttavia risulta una tecnica vincolata ai limiti legati al costo elevato, nel caso dell’impiego del vapore, o all’impossibilità di utilizzare agrofarmaci non autorizzati o esclusi dai disciplinari di produzione integrata o biologica.

Fattore densità

La densità colturale rappresenta un parametro molto importante per la riuscita del ciclo produttivo. Infatti se è vero che una densità colturale eccessivamente bassa comporta la diminuzione della resa produttiva, è altrettanto vero che con una densità troppo elevata si ottengono foglie di colore chiaro, allungate e molto tenere, inadatte a essere manipolate e conservate. Inoltre le colture molto fitte sono particolarmente esposte ad attacchi di patogeni fungini e all’aumento del contenuto di nitrati per carenza di luce poiché le foglie si ombreggiano tra loro, e in tali condizioni viene ridotta l’attività dell’enzima nitrato riduttasi che, come è noto, è foto-dipendente.

Clima e patogeni

Negli apprestamenti protetti è di fondamentale importanza il monitoraggio dei parametri climatici come l’umidità relativa e la temperatura. L’elevata umidità relativa ambientale e la prolungata bagnatura del fogliame, accompagnate da temperature relativamente miti, favoriscono le infezioni prodotte dai patogeni fungini; infatti poche ore di bagnatura della vegetazione sono spesso sufficienti per riscontrare gli esiti degli attacchi prodotti da peronospora, moria delle piantine, gamba nera, marciumi basali e del colletto e da altre malattie che provocano significativi danni e conseguenti perdite di produzione. L’umidità relativa all’interno dell’ambiente protetto può essere gestita, entro certi limiti, mediante sistemi di regolazione delle aperture perimetrali delle serre.

 

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