Biotremologia, le vibrazioni ci salveranno dagli insetti nocivi

Vigneto sperimentale con emettitore di vibrazioni per la lotta contro Scafoideo
Una nuova disciplina specifica in cui la Fondazione Mach vanta il ruolo di battistrada. Con esperienze che vanno dalle prime applicazioni in corso in Trentino contro Scaphoideaus titanus, il vettore della flavescenza dorata, fino alla teorizzazione di interventi contro la dilagante minaccia della cimice asiatica Halyomorpha halys

Un nuovo contributo per la difesa ecosostenibile delle produzioni agricole dagli insetti può venire dallo studio della comunicazione con vibrazioni. La disciplina scientifica che la studia si chiama biotremologia: per molti insetti (e non solo) le vibrazioni fanno parte di un linguaggio piuttosto complesso, la cui comprensione può consentire di attivare nuovi metodi di lotta assolutamente ecosostenibile. Siamo all’alba di una rivoluzione simile a quella innescata dallo studio dei feromoni, che ha poi portato alla confusione sessuale, la cui applicazione oggi ha permesso di contenere fortemente il ricorso agli insetticidi contro tignola e tignoletta in viticoltura. Le vibrazioni vengono oggi utilizzate a San Michele all’Adige per un nuovo tipo di confusione sessuale, ma siamo solo all’inizio.

La Fondazione Mach fa da battistrada

Valerio Mazzoni, Fondazione Mach

«Oggi la Fondazione Mach – afferma Valerio Mazzoni responsabile della sezione di entomologia agraria della FEM – assume il ruolo di battistrada nelle ricerche sul piano applicativo: già dallo scorso anno nei vigneti della Fondazione sono stati allestiti due vigneti che vengono difesi con la confusione sessuale vibrazionale, un altro campo sperimentale è stato realizzato a Mezzocorona ed uno in Piemonte».

In questi campi sperimentali l’applicazione di emettitori di vibrazioni a frequenze specifiche punta a  interrompere la comunicazione sessuale fra gli insetti dannosi, assicurando risultati interessanti. «Si tratta - prosegue il ricercatore - della prima applicazione a livello mondiale di questo tipo, ma il solco tracciato dalla FEM, è già stato seguito da altri Paesi a cominciare dagli USA».

Scaphoideus titanus

Le prime applicazioni riguardano la confusione sessuale contro lo Scaphoideaus titanus, la cicalina delle viti che svolge il ruolo di vettore della temibile fitoplasmosi della flavescenza dorata. «I risultati evidenziano una riduzione della popolazione delle cicaline del 50%. La tecnologia è sperimentale, i costi però sono assai ridotti mentre i vantaggi son enormi, innanzi tutto per il minor impatto della difesa sull’ambiente grazie alla forte riduzione dell’uso dei fitofarmaci. Ma siamo in un cantiere aperto a 360 gradi: dall’elettronica, ai vari tipi di panelli solari sperimentati, ai diversi tipi di suoni introdotti, mezzi fisici per impostare tecniche di lotta completamente innovative e sostenibili. «Nell’arco di quattro-cinque anni – chiosa Mazzoni - potremo dare delle risposte operative ai produttori».

Il congresso di Riva del Garda

Andrea Segrè durante il II congresso internazionale di Biotremologia

Biotremologia, la Fondazione Mach ci crede ed ha già organizzato due congressi internazionali, di cui il secondo appena concluso a Riva del Garda (Tn). Sono stati ben 70 gli scienziati provenienti da 16 Paesi dei quattro continenti che hanno partecipato alle tre intense giornate all’evento scientifico con comunicazioni e relazioni.

«I ricercatori della FEM –evidenzia Andrea Segrè, presidente della Fondazione Mach nel suo intervento di apertura -, sono stati fra i primi a capire l’importanza della comunicazionale vibrazionale tra insetti e dei potenziali risvolti sulla difesa delle piante». «Quindici anni fa –continua Segrè - si trattava di ricerche di base. Ma è da queste ricerche che siamo riusciti ad individuare i risvolti pratici per gli agricoltori. La ricetta dell’innovazione è il giusto mix tra conoscenze di base e una profonda comprensione dei bisogni del territorio: è cosi che operiamo a San Michele».

Cimice asiatica nel mirino

Tra i relatori presenti: Philip Brownell (docente emerito alla Oregon State University, USA), Daniel Robert professore all’Università di Bristol con 22 anni di esperienza nel

Halyomorpha halys

campo della biomeccanica e dell’ecologia sensoriale applicata sui sistemi uditivi.

Al centro delle 6 sessioni -con più di 50 relazioni- la comunicazione animale basata su vibrazioni, dall’elefante a insetti come Scaphoideaus titanus, Cercopis vulnerata, ma anche Halyomorpha halys: le vibrazioni ci salveranno anche dalla dilagante cimice asiatica?

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