Controllo e taratura irroratrici, scaduti anche gli ultimi termini

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Trattamento fitosanitario in vigneto con atomizzatore
A fine novembre è scaduto anche l'"ultimatum" per le operatrici abbinate o schermate. Molte irroratrici però non sono ancora in regola. Un azzardo che può costare multe fino a 2mila euro e la sospensione dei contributi Pac

Il Pan (Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), adottato con il decreto del 22 gennaio 2014, aveva fissato la data del 26 novembre 2016 come termine ultimo per l’esecuzione del controllo funzionale delle macchine irroratrici presso i centri autorizzati. Per le irroratrici abbinate a macchine operatrici, quali seminatrici e sarchiatrici che distribuiscono prodotti fitosanitari in forma localizzata, e quelle schermate per il diserbo localizzato del sottofila delle colture arboree, il termine è invece appena scaduto (26 novembre 2018).

Purtroppo si rileva che a tutt’oggi molte irroratrici in circolazione vengono impiegate senza la prescritta certificazione; un azzardo degli operatori professionali inadempienti, considerato che rischiano di essere sanzionati con multe che variano da 500 e 2.000 euro.

Rischi per agricoltori e ambiente

È opportuno ricordare che l’utilizzo di macchine irroratrici non perfettamente funzionanti comporta una serie di rischi per l’agricoltore e per l’ambiente. Le attrezzature soggette a perdite possono rilasciare nel terreno la miscela fitoiatrica, causando quello che viene definito “inquinamento puntiforme”, solitamente localizzato nell’area in cui avviene più frequentemente il loro stazionamento. Un’irroratrice mal funzionante non può garantire la corretta difesa della coltura con il rischio che i fitofagi, gli agenti patogeni e le piante infestanti non vengano adeguatamente controllati dai trattamenti fitoiatrici. Inoltre nel caso in cui l’attrezzatura irrori in maniera eccessiva le colture da difendere dagli attacchi parassitari può causare fenomeni di fitotossicità o la presenza di residui sui prodotti alla raccolta superiori ai limiti consentiti.

La taratura è importante

Questo è ancora più vero nel caso di una mancata regolazione strumentale o taratura, ovvero l’adattamento della macchina irroratrice alle caratteristiche della singola azienda e della coltura da difendere.

Benché il Pan non abbia introdotto un obbligo specifico, la regolazione o taratura delle irroratrici è fortemente consigliata, perchè consente l’applicazione dei prodotti fitosanitari nella maniera più efficiente, evita sprechi di prodotto ed eventuali dispersioni nell’ambiente per effetto della deriva ed aumenta l‘efficacia del trattamento.

La regolazione o taratura ha lo scopo di adattare l’attrezzatura alla specifica realtà colturale dell’azienda e definire il corretto volume di poltiglia antiparassitaria da distribuire, tenuto conto delle indicazioni riportate nelle etichette dei prodotti fitosanitari. La taratura dell’irroratrice deve essere effettuata periodicamente e può essere richiesta agli stessi centri che eseguono il controllo funzionale. I parametri che vengono valutati sono il volume di distribuzione, il tipo di ugello, la pressione di esercizio e la portata, l’altezza della barra orizzontale, la velocità di avanzamento. Gli utilizzatori professionali devono annotare sul registro dei trattamenti i dati di riferimento dell’irroratrice, la data della taratura ed i volumi utilizzati nella esecuzione dei trattamenti effettuati sulle singole colture.


Le eccezioni

Le attrezzature per le quali attualmente non sono ancora state definite le procedure dei controlli funzionali sono quelle impiegate per l’applicazione dei prodotti fitosanitari in forma solida o granulare (es. impolveratrici, microgranulatori), per la distribuzione/iniezione dei prodotti al terreno (es. fumiganti), per il trattamento/concia meccanica delle sementi, le barre umettanti ed i fogger. Le attrezzature escluse dal controllo sono le irroratrici spalleggiate con serbatoio in pressione o dotate di pompante a leva manuale e le irroratrici spalleggiate a motore prive di ventilatore quando non utilizzate per trattamenti alle colture protette.

Articolo pubblicato sulla rubrica L'occhio del Fitopatologo/Centro di Terra e Vita

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