Efsa conferma: i neonicotinoidi sono pericolosi per le api

neonicotinoidi
Anche selvatiche come bombi e api solitarie. Ora la palla passa ai gestori del rischio della Commissione europea e degli Stati membri che prenderanno in considerazione eventuali modifiche alle attuali restrizioni sull'uso della molecola.

L’Efsa, l’agenzia comunitaria per la sicurezza agroalimentare con sede a Parma, con un parere pubblicato il 28 febbraio ha confermato, aggiornando il suo precedente parere del 2013, che i pesticidi a base di neonicotinoidi sono pericolosi per le api e rappresentano una serie minaccia alla sopravvivenza di questa importante specie animale.


Il precedente parere del 2013 aveva costretto la Commissione ad emanare norme restrittive per l’uso di tali pesticidi, ma ora il nuovo parere indurrà l’organo esecutivo dell’Ue a rivedere in senso ancor più restrittivo le proprie decisioni e direttive.

In particolare le misure adottate nel 2013 per il Fipronil che contiene neonicotinoidi prevedevano di:

  • Limitare le colture in cui Fipronil può essere usato come trattamento di semi;
  • Le autorizzazioni possono essere concesse per il trattamento di sementi che saranno seminate in serre. Tuttavia, questa eccezione non si applica ai porri, agli scalogni, alle cipolle e alle verdure di brassica (come cavoletti di Bruxelles, cavolfiori o broccoli), dove i semi trattati possono anche essere seminati nel campo, poiché la raccolta di queste colture avviene prima della fioritura;
  • Il trattamento dei semi di mais e girasole non sarà più autorizzato.

Per le nuove valutazioni, che questa volta riguardano le api selvatiche come bombi e api solitarie, e le api mellifere, l'Unità “Pesticidi” dell'Efsa ha effettuato un’estesa attività di raccolta dati, che ha compreso la revisione sistematica della letteratura scientifica, per raccogliere tutte le evidenze pubblicate dopo le valutazioni precedenti.

L’equipe ha inoltre applicato le linee guida specificamente sviluppate dall'Efsa  per la valutazione del rischio da pesticidi per le api.

L’Efsa ha messo in evidenza che la disponibilità di una quantità così estesa di dati e le linee guida per la loro raccolta e valutazione hanno permesso di giungere a conclusioni molto dettagliate.

Nelle conclusioni c'è variabilità dovuta a fattori come le specie di api, l'uso previsto del pesticida e la via di esposizione. Sono stati individuati alcuni rischi bassi, ma nel complesso è confermato il rischio per i tre tipi di api oggetto delle valutazioni.

Come per le precedenti valutazioni, l'esposizione delle api alle sostanze è stata valutata attraverso tre vie: residui nel polline e nettare di api; deriva della polvere durante la semina/applicazione dei semi trattati; e consumo di acqua.

Le conclusioni dell'Efsa saranno messe a disposizione dei gestori del rischio della Commissione europea e degli Stati membri, che prenderanno in considerazione eventuali modifiche alle attuali restrizioni sull'uso di questi pesticidi.

1 commento

  1. Meglio tardi che mai… Anni orsono (e non pochi) parlando con un apicoltore della causa della massiccia morte delle api ebbi una risposta lapidaria: sono i nuovi insetticidi!

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