Frumento biologico, attenzione a partire bene

Frumento
hands holding plants of wheat
Ogni dettaglio fa la differenza per mantenere in equilibrio la pianta, dalla pre-semina alla spigatura

Ottenere un buon frumento e sano in agricoltura biologica si può; ma è importante se non fondamentale partire bene. Con una buona rotazione, una concia del seme adeguata e una corretta gestione agronomica della coltura il risultato porterà ad un prodotto finale all’altezza delle aspettative e senza problemi sanitari. La preparazione ottimale del letto di semina, abbinata alla falsa semina, rimane un altro elemento di fondamentale importanza per una coltura che non è molto competitiva nei confronti delle malerbe.

La dotazione organica

In pre-semina tutte le operazioni hanno come obiettivo principale quello di apportare al terreno una buona dotazione organica e di elementi nutritivi che, una volta mineralizzati, saranno disponibili per la coltura. Si può sostanzialmente operare in due modi per apportare azoto alla coltura:

-   utilizzando una concimazione organica pellettata (5-7 q/ha);

-   letamazioni (350-450 q/ha).

L’impiego del letame per questa concimazione porterà migliori risultati se verrà fatta in occasione della semina della coltura che precede il grano, in quanto questo materiale mineralizza molto lentamente e i suoi elementi fertilizzanti saranno disponibili solo dalla levata in poi, ovvero tardi.

«Uno dei fattori chiave della coltura del frumento biologico – specifica Carlo Bazzocchi, agronomo libero professionista di Firab (Fondazione per la ricerca in agricoltura biologica)– è la gestione della concimazione azotata. Conviene ripartirlo in due somministrazioni alla semina e a fine inverno, abbinato ad un passaggio con l’erpice strigliatore per favorirne la mineralizzazione e controllare al tempo stesso lo sviluppo delle malerbe».

 

Pre-semina

In pre-semina è anche un buon momento per limitare la presenza delle malerbe ed eliminarne quante più possibile, quindi si opererà una falsa semina 10-15 giorni prima della semina vera e propria.

«Anche la scelta della semente diviene strategica – sostiene Andrea Calgaro di Agricola Grains –. In commercio esistono cv resistenti alle principali avversità fungine. Vanno preferite dunque sementi di cv resistenti certificate per l’agricoltura biologica. In caso di seme non trattato si può intervenire con una concia effettuata “in casa”, usando prodotti commerciali (base PGPR, micorrize, ecc) oppure ricorrendo a prodotti a base di rame. Per la prevenzione di malattie fungine si consiglia di operare semine non troppo fitte (2,8-3 q/ha) ed evitare categoricamente la pratica del ristoppio o la successione ad una graminacea (ad es. Mais)». Da regolamento dell’agricoltura biologica la rotazione minima deve essere di 3 anni (meglio sarebbe di 4) facendo precedere al frumento una coltura che lasci il terreno con una buona fertilità e una buona dotazione di azoto come ad esempio una leguminosa.

 

Germinazione

Dopo la germinazione in fase di emergenza e piena affermazione della plantula, è bene effettuare una prima strigliatura, sia per eliminare eventuali plantule dicotiledoni infestanti, sia per arieggiare superficialmente il terreno, prevenendo così quanto più possibile l’insorgere di funghi (Mal del piede su tutti).

Successivamente.......

 

 

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