Ue, stretta sul rame: da 6 a 4 kg/ha per anno, però flessibili

rame
Nel regolamento approvato si tiene conto della proposta italiana prevedendo una flessibilità di utilizzo in funzione di un’applicazione massima di 28 chilogrammi per ettaro in sette anni. Un prodotto “candidato alla sostituzione”

I Paesi Ue hanno votato a favore del rinnovo dell'autorizzazione a livello Ue per l'uso in agricoltura dei composti del rame, come poltiglia bordolese e verderame. Il regolamento che è stato approvato a larga maggioranza dagli Stati membri, Italia inclusa, prevede l'autorizzazione per l'applicazione di massimo 28 kg/ha in 7 anni, vale a dire 4 kg/ha per anno (invece degli attuali 6) con flessibilità da un anno all'altro.

Fungicidi essenziali per l'agricoltura biologica, in particolare la viticoltura in cui non possono essere utilizzate sostanze di sintesi in alternativa, i composti del rame dal 2015 sono “candidati alla sostituzione” nel quadro delle regole Ue sui chimici, per le caratteristiche di persistenza, bioaccumulo e tossicità.

Preoccupazioni dei viticoltori

I viticoltori europei hanno espresso la loro preoccupazione per la decisione presa dai Paesi Ue di approvare la proposta della Commissione europea che porta da 6 a 4 kg l'anno per 7 anni l'utilizzo in agricoltura dei composti di rame, come poltiglia bordolese e verderame. «I viticoltori perdono uno strumento indispensabile - commenta il presidente della Federazione europea dei vini d'origine (Efow) Bernard Farges, secondo il quale - certi produttori di vino biologico non saranno in grado con le nuove regole di mantenere la loro produzione».

Per il presidente di Efow, «con la diminuzione della dose autorizzata, senza poterla sostituire con un'alternativa valida, si mette a rischio la filiera vitivinicola».

Soddisfazione per il “lissage”

I composti di rame infatti, sono considerati ad oggi il solo prodotto naturale fungicida per il trattamento della vigna in coltura biologica, che sia efficace contro le muffe e altre malattie della vigna.

«Siamo soddisfatti a metà - commenta invece il Cevi, il Comitato europeo dei vignaioli indipendenti che coltivano, producono e imbottigliano il loro vino -.  Non abbiamo ottenuto lo status quo come auspicavamo, ma è stato mantenuto, come da noi fortemente richiesto, il cosiddetto lissage che è la possibilità di recuperare le quantità non utilizzate in un anno negli anni successivi in caso di bisogno».

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