Aviaria, ok Ue alle misure adottate in Veneto e Lombardia

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Perchè i confini delle zone di protezione e sorveglianza istituite dall'autorità italiana competente sono situati a una distanza sufficiente dalle aziende in cui è stata confermata la presenza di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8.

Le misure per il contenimento dell’influenza aviaria dopo la scoperta dei nuovi focolai in Veneto e Lombardia, sono state ritenute approvate dalla Commissione con una Decisione dell’11 ottobre pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue il successivo 12 ottobre.

L’Italia peraltro aveva già notificato alla Commissione la prima comparsa di focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8 in aziende avicole nelle regioni Lombardia e Veneto e l'istituzione di zone di protezione e di sorveglianza intorno alle aziende avicole infette, in conformità alla direttiva 2005/94/CE. Successivamente a tale notifica sono stati rilevati nuovi focolai che hanno reso necessario istituire nuove aree di protezione per contenere la diffusione della patologia che colpisce gli allevamenti avicoli.

La decisione della Commissione dà atto all’Italia che le misure adottate sono efficaci in quanto i confini delle zone di protezione e sorveglianza istituite dall'autorità italiana competente sono situati a una distanza sufficiente dalle aziende in cui è stata confermata la presenza di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8.

Al fine di prevenire inutili perturbazioni degli scambi all'interno dell'Unione e di evitare che paesi terzi impongano ostacoli ingiustificati agli scambi, la Commissione ha quindi provveduto a descrivere rapidamente a livello di Unione, in collaborazione con l'Italia, le zone di protezione e sorveglianza istituite in Italia, in conformità alla direttiva 2005/94/CE a seguito dei recenti focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8 in tale Stato membro. Le voci relative all'Italia figuranti nell'allegato della precedente decisione di esecuzione sono state pertanto aggiornate per tenere conto della nuova situazione epidemiologica.

La stessa decisione stabilisce la durata delle restrizioni che non vanno oltre il mese di novembre 2017 e comprendono alcuni comuni delle provincie di Brescia, Mantova, Padova, Verona e Vicenza dove sono stati scoperti i nuovi focolai.

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