Erbai autunno primaverili, opportunità per gli allevatori

Il Consorzio Terrepadane di Piacenza crede nell’utilità di questi miscugli, nella pianificazione foraggera delle aziende zootecniche. E già da mesi sta organizzando giornate tecniche in campo per presentare agli agricoltori i propri campi sperimentali di essenze foraggere in consociazione

Si avvicina il momento di seminare molte colture foraggere e le aziende zootecniche sono alle prese con decisioni strategiche relativamente agli erbai. Strategiche perché l’erbaio autunno primaverile rende possibile l’aumento della resa produttiva dei terreni agricoli attraverso il doppio raccolto. E quindi permette di far fronte alle richieste alimentari di stalle che hanno aumentato consistentemente il numero di capi e la capacità produttiva. Possibilità che hanno collocato l’erbaio autunno primaverile, da oltre trent’anni, al centro dell’interesse dell’allevatore di bovine da latte.
Nel corso di questi anni vi sono stati cambiamenti: il foraggicoltore è passato da erbai di foraggere coltivate in purezza, come la loiessa, raccolti dopo preappassimento in campo e insilati in trincea o fasciati, a cereali come il frumento, il triticale o più raramente l’orzo, raccolti in piedi e insilati in trincea.
Ora, già da alcuni anni i tecnici del Consorzio agrario Terrepadane, di Piacenza, stanno sperimentando insieme agli allevatori erbai di piante graminacee e leguminose consociate. I vantaggi di questi “miscugli” sono apparsi subito evidenti:
- Innanzitutto la risposta produttiva è stata importante; infatti si superano con facilità le 10 tonnellate di sostanza secca per ettaro.
- La presenza di leguminose nel miscuglio, come la veccia ed il pisello proteico, aumenta la quantità di proteina del foraggio, come hanno dimostrato le prove in campo, raggiungendo livelli medi di proteina grezza intorno al 14%.
- Inoltre le leguminose, essendo piante azotofissatrici, rendono il terreno più fertile per la coltura che segue (mais o sorgo), permettendo un secondo raccolto più abbondante.
- Infine questi miscugli, a differenza della loiessa e delle graminacee in purezza, rendono il terreno più soffice, consentendo una facile lavorazione per la successiva semina.
Per quanto riguarda la raccolta e la conservazione, la tecnica raccomandata è quella della trinciatura in piedi senza preappassimento, utilizzando macchine falciatrinciacaricatrici attrezzate con le nuove barre a dischi rotativi, e successivo insilamento in trincea.
«Oltre ad avere costi di produzione bassi perché le spese si riducono principalmente all’acquisto della semente e all’esecuzione della raccolta – spiega Claudio Valsecchi, tecnico specializzato di Terrepadane – utilizzando queste foraggere andiamo verso un’agricoltura moderna, che richiede sempre più rispetto per l’ambiente attraverso una riduzione dell’impiego di concimi chimici e di agrofarmaci».
La risposta della composizione al momento della raccolta può essere differente a causa delle diverse condizioni pedologiche di impianto. Per questo è necessaria una sperimentazione in diversi ambienti per stabilire quale miscuglio sia più adatto ad ottenere la massima resa con il migliore equilibrio tra le essenze.

Presentazione in campo
Già nel mese di maggio i tecnici del servizio zootecnico e agronomico del Consorzio agrario Terrepadane hanno presentato due campi sperimentali di essenze foraggere in consociazione: il primo situato presso l’azienda dei F.lli Tiraboschi a Vaprio d’Adda (Mi) e il secondo presso l’azienda Repossi Foi ad Abbiategrasso Mi). Nelle foto alcuni momenti di queste giornate tecniche in campo.
Entrambi i campi sono stati seminati nel mese di ottobre con la tecnica dei parcelloni; il primo appezzamento è costituito da 5 miscugli, mentre il secondo da 7 composizioni differenti.
Obiettivo dell’iniziativa mostrare la grande attitudine produttiva di queste foraggere, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Molto numerosi gli allevatori che hanno preso parte all’interessante iniziativa.
«Come Consorzio – commenta il direttore generale, Dante Pattini – siamo da sempre molto attenti a mettere in atto strategie che puntino a innovare e a rendere più competitive le aziende agricole, ovviamente in un’ottica di sostenibilità della produzione. Inoltre anche in questo caso è emersa in occasione delle giornate di presentazione la positività della relazione che i nostri tecnici hanno saputo stabilire con gli agricoltori soci del Consorzio».

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