La stalla del futuro al Milk Day di Fieragricola

stalla milk day edagricole
In un incontro nell'ambito della giornata organizzata da Fieragricola ed Edagricole sono stati esaminati i principali aspetti della precision farming applicata alla produzione di latte

Meno attività manuali e più di concetto, il tempo risparmiato in azienda sugli animali viene dedicato al computer per salvaguardare, ma soprattutto per massimizzare la produzione di latte in allevamento.

Oggi tutto questo è possibile grazie alla zootecnia di precisione  che trasforma la stalla in una vera e propria smart farm.  Un allevamento ipertecnologico e automatizzato capace di produrre nel modo più efficiente possibile. Lo ha spiegato bene  Andrea Galli del Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura del Crea di Lodi al Milk Day di oggi organizzato da Edagricole e Fieragricola a Verona, nella sessione della mattina di una giornata dedicata agli allevatori e all’evoluzione della stalla del futuro.

«La precision farming applicata nella produzione di latte  – ha spiegato Galli - è in grado di monitorare una stalla di grandi dimensioni consentendo una gestione ottimizzata dell’allevamento in termini di benessere di produttività. Come? Con  strumenti di rilevazione dei dati di interesse, in vista di una raccolta di big data, attraverso  sensori, telecamere a raggi infrarossi o la tecnologia Nir per l’analisi quantitativa».

Monitorare il "benessere"

Le tecniche digitali di misura consentono quindi di monitorare il benessere animale di un grande allevamento. «I dati - spiega sempre Galli - vengono acquisiti e caricati in un supporto dematerializzato, il cloud, mediante il quale viene elaborato un  modello decisionale per la gestione più razionale della stalla. Il futuro  guarda a un automatismo robotico ancora più spinto».

La centralina agrometeo è un esempio di zootecnia di precisione, ma  le tecnologie digitali sono in grado di indicare se la bovina è in sofferenza sotto l’aspetto della ruminazione, importante per l’alimentazione, o misurano la precision feeding, ad esempio la percentuale di sostanza secca dell’insilato di mais nella razione quotidiana, così come possono rilevare rialzi termici nell’animale e patologie in atto o che stanno nascendo.

Efficienza e sostenibilità

L’allevamento bovino è destinato a diventare sempre più efficiente e sostenibile nel futuro. Ossia gli sarà richiesta un’altissima produzione per capo e un consumo sempre più ridotto di risorse ambientali.

Come ha sottolineato Luigi Bertocchi, del Centro di Referenza nazionale del benessere animale dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, «l’allevamento dovrà essere sempre più intensivo per sfamare la popolazione mondiale in crescita e il conseguente aumento della domanda di proteine come il latte». Un traguardo da raggiungere con la massima protezione del benessere animale che è strettamente collegato alla redditività.

Ma più benessere animale significa anche più soddisfazione anche per il consumatore e per l’immagine che si costruisce del prodotto. «Così – ha rimarcato Bertocchi - il benessere animale diventa anche  percezione, sociale, costi produttivi e scelte politiche. Il benessere ha però un costo e questo sforzo deve essere comunicato al consumatore ma anche remunerato in modo adeguato”.

Per un formaggio ad hoc

Angelo Stroppa del servizio tecnico del Consorzio del Grana Padano dop ha analizzato  le ultime linee guida del Consorzio per una gestione degli insilati in grado di garantire qualità e quantità. Il Consorzio di tutela ha realizzato anche un vademecum che spiega come procedere per ottenere un buon insilamento in trincea e come ridurre le perdite economiche negli insilati di mais.

Marco Nocetti del servizio tecnico del Consorzio del Parmigiano Reggiano dop ha spiegato invece quali sono le attenzioni in campo e in stalla per produrre latte da Parmigiano Reggiano. In primo piano .

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