Nitrati, in Lombardia la comunicazione è quinquennale

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Per uniformare il contenuto di azoto di una vasca è importante che la medesima sia provvista di agitatori, da azionare un paio di giorni prima di iniziare lo svuotamento.
Da quest'anno meno burocrazia. Solo in caso di variazioni è obbligatorio presentare ogni anno la documentazione che spiega come l’azienda agricola gestisce gli effluenti zootecnici nel rispetto dei vincoli della direttiva Ue.

In Lombardia, così come in altre Regioni a forte vocazione zootecnica, la direttiva Ue sui nitrati è pienamente applicata dal punto di vista legislativo. A metà del 2016 è stato varato infatti il nuovo piano d’azione sui nitrati che disciplina la gestione e i limiti di utilizzo degli effluenti di allevamento e dei fertilizzanti contenenti azoto. Il provvedimento lombardo ha recepito anche il Decreto del 25 febbraio 2016 del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato) oggi operativo a pieno regime.
Nel 2017 sono state presentate, secondo i dati diffusi nel corso di un seminario di aggiornamento sull’applicazione della direttiva nitrati organizzato nel dicembre scorso dalla Direzione generale agricoltura della Lombardia, circa 14mila comunicazioni nitrati (figura 1).
Da quest’anno le aziende possono tuttavia cogliere una nuova opportunità: in base al decreto del direttore generale agricoltura n. 15.904 del 12 dicembre 2017, se non ci sono modifiche le Comunicazioni nitrati non devono essere più presentate ogni anno (dall’8 gennaio al 31 marzo, anticipate al 15 febbraio solo per le aziende in deroga), ma ogni 5 anni. «La validità quinquennale della Comunicazione nitrati – spiega Giampaolo Bertoncini, responsabile dell’Unità operativa “Applicazione della direttiva nitrati” della direzione generale Agricoltura di Regione Lombardia – è partita da quella presentata nel 2017. Significa che solo in caso di variazioni (figura 2), a esempio di superficie, oppure del piano colturale, o del numero di capi in allevamento, è obbligatorio presentare ogni anno la documentazione che spiega come l’azienda agricola gestisce gli effluenti zootecnici nel rispetto dei vincoli della direttiva Ue (non superare i 170 chili di azoto per ettaro l’anno nelle aree vulnerabili e i 340 chilogrammi nelle zone non vulnerabili)».

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Fig. 1- Comunicazione nitrati 2017 Fonte: Regione Lombardia (G. Bertoncini, 2017).

La comunicazione nitrati 2018 offre sempre, come quelle del 2015, 2016 e 2017 (figura 3) la possibilità di introdurre nel sistema informatico informazioni e dati previsionali: possono essere nuove strutture di stoccaggio che l’azienda prevede entrino in funzione entro il 30 settembre 2018, nuove strutture di trattamento che si prevede siano operative entro il 30 giugno 2018 e infine nuovi terreni che si stima di acquisire entro il 30 giugno 2018. Successivamente al termine di presentazione 2018 è possibile aggiornare (con una “variante”) la Comunicazione nitrati presentata, indipendentemente dalla presenza di modifiche sostanziali.

Aziende in deroga
Nel 2017 solo 196 aziende in Lombardia hanno aderito alla deroga per il quadriennio 2016-2020 concessa da Bruxelles alle Regioni Lombardia e Piemonte che consente di arrivare a spandere in campo, su richiesta, 250 chili di azoto anziché i 170 chili l’anno nelle aree vulnerabili nel rispetto di determinate condizioni.

Fig. 2
Fig. 2 - D.d.g 12 dicembre 2017, n. 15904 - Allegato A «validità quinquennale» Fonte: Regione Lombardia (G. Bertoncini, 2017).

A fare la parte del leone (figura 4), con 80 aziende è la provincia di Brescia, capitale del latte italiano con il 10% crica di materia prima prodotta a livello nazionale, seguita dalle province di Cremona e Mantova con 40 aziende ciascuna (figura 5). Si tratta di numeri ben inferiori rispetto a quelli che ci si attendeva in fase di rinnovo della deroga in una regione come la Lombardia che detiene la leadership zootecnica e quindi anche il record nella produzione di effluenti zootecnici.

Emilia Romagna, bando da 14 mln e nuovo regolamento
In Emilia Romagna, come spiegano all’assessorato all’agricoltura, il 21 dicembre 2017 è entrato in vigore il nuovo Regolamento regionale (n.3) in materia di utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento, digestato e acque reflue che recepisce il decreto effluenti del 25 febbraio 2016 Contemporaneamente è stata aggiornata la procedura telematica della direzione geneale Agricoltura, per consentire la trasmissione e archiviazione tra aziende, Caa e le Strutture di Autorizzazione e Concessione di Arpae, subentrate alle Province, a seguito della riforma istituzionale. Con il nuovo regolamento anche la Regione Emilia Romagna ha introdotto inoltre la flessibilità nel periodo invernale di divieto di spandimento degli effluenti.

Fig. 3
Fig. 3 – D.d.g. 12 dicembre 2017, n.15904 – Allegato A «informazioni previsionali»
Fonte: Regione Lombardia (G. Bertoncini, 2017).

La Regione ha lanciato a gennaio 2018 il bando 4.1.04 che finanzia con 14 milioni di euro gli investimenti sostenuti dalle aziende agricole per la riduzione di gas serra e ammoniaca attraverso i fondi del Psr 2014-2020. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità delle acque riducendo i carichi inquinanti derivanti dalle attività agricole e zootecniche. In particolare la linea di credito finanzia interventi per contenere le emissioni nei ricoveri degli animali, le emissioni a livello di contenitori di stoccaggio esterni ai ricoveri per effluenti liquidi o non palabili e per effluenti palabili, gli interventi che migliorano il microclima negli allevamenti zootecnici, la realizzazione di impianti di depurazione biologica e strippaggio per il trattamento fisico-meccanico dei reflui tal quali o dei digestati di origine agricola.

Fig. 4
Fig. 4 – Aziende in deroga
Fonte: Regione Lombardia, Ersaf. (S.R. Motta, 2017).

Le domande possono essere presentate fino al 16 aprile 2018. La spesa ammessa nei progetti varia da un minimo di 20 mila euro a 180 mila euro o 500 mila euro nel caso di aggregazione. La percentuale di contributo ammonta al 40% o al 60% a seconda delle tipologie di progetti.

La Campania amplia le aree vulnerabili
In Campania è stata approvata una nuova mappa che amplia le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola. La Deliberazione della Giunta Regionale n. 762 del 05 dicembre 2017 ha infatti riconosciuto 311 Comuni interessati, in parte o in tutto, dalla nuova delimitazione, per una superficie di 316.470,33 ettari, pari al 23,15% della superficie territoriale regionale. Un tavolo tecnico presso l’Assessorato regionale all’Agricoltura ha tuttavia alleviato i vincoli legati alle aree vulnerabili, con il divieto di distribuire oltre 170 chili di azoto per ettaro, posticipando l’entrata in vigore della nuova delimitazione al 1° marzo 2019. Non si tratta di una proroga, ma del tempo che la Regione ha definito per revisionare il “Programma d’azione per le zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati di origine agricola”.

Fig. 5
Fig. 5 – Carico di azoto zootecnico da aziende in deroga per comune - 2017
Fonte: Regione Lombardia, Ersaf. (S.R. Motta, 2017).

«È una buona notizia per le numerose aziende zootecniche della provincia di Salerno che avranno il tempo di adeguarsi al nuovo Programma imposto da una direttiva europea. – dichiara il presidente di Coldiretti, Vittorio Sangiorgio – La tutela delle acque superficiali dall’inquinamento da nitrati di origine agricola non trova certo l’opposizione della nostra organizzazione ma è necessario avviare indagini approfondite anche sugli eventuali danni da nitrati urbani e industriali, senza penalizzare esclusivamente il settore agricolo. Nel frattempo, questa nuova direttiva potrà portare alla crescita della zootecnia in aree pedemontane e dell’entroterra salernitano per alleggerire gli allevamenti intensivi nella Piana del Sele e dare nuove possibilità alle aree interne».

Bollettino Nitrati, anche tramite app in Lombardia e Veneto
Un’altra novità di quest’anno riguarda il Bollettino Nitrati (figura 6), la newsletter che al di là del periodo continuativo di divieto di spandimento (di letami, liquami e materiali assimilati, fanghi, acque reflue e altri fertilizzanti organici e azotati), fissato dal 1° dicembre al 31 gennaio, indica a novembre e febbraio quali sono i giorni dei divieti di distribuzione a seconda delle condizioni climatiche. Il bollettino nitrati dell’Ersaf viene emesso infatti da quest’anno anche come app disponibile su Google Play per dispositivi Android e su App Store per Ios: gli agricoltori possono quinci conoscere in tempo reale non solo la situazione dei divieti di distribuzione, ma da quest’anno anche i divieti per il superamento dei livelli di PM10 nei comuni aderenti all’Accordo Aria. Dal 1° ottobre 2017 al 31 marzo 2018 è infatti in vigore un altro divieto di spandimento dei liquami zootecnici, così come stabilisce a delibera regionale n. 7095 del 18 settembre 2017, sui terreni dei comuni interessati dalle misure per il miglioramento della qualità dell’aria.

Fig. 6
Fig. 6 – Bollettino nitrati Fonte: Regione Lombardia, Ersaf. (Craveri, 2017).

Anche in Veneto è disponibile la nuova applicazione per dispositivi smartphone, iPhone e tablet, sviluppata nell’ambito dell’Accordo di collaborazione tra Regione del Veneto e Arpav. Scaricando l’app “Arpav Nitrati”, si può consultare una versione semplificata del Bollettino “Agrometeo Nitrati” che segnala la possibilità o il divieto di spandimento tramite il “segnale verde” o il “segnale rosso”, per il giorno stesso di emissione del bollettino ed il giorno successivo. Per il terzo e quarto giorno viene indicata una previsione tendenziale (in colore verde chiaro o rosa) da confermare sulla base dei bollettini successivi.

Assieme al Servizio meteo di Arpae anche la Regione Emilia Romagna realizza da quest’anno i bollettini settimanali per regolare settimanalmente, nei mesi di novembre e di febbraio del periodo autunno-invernale, eventuali sospensioni al divieto di distribuzione, in base alle previsioni del livello di precipitazioni e del conseguente stato di umidità dei terreni. Questi bollettini si integrano con i bollettini delle misure di emergenza dell’Arpae (il lunedì e il giovedì), relative alla qualità dell’aria.

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