Suini, il miraggio della redditività

Costi di produzione troppo elevati

I costi di produzione del suino da ingrasso sono ancora troppo lontani dai ricavi. L’ultima denuncia di questa situazione è stata proposta dall’allevatore romagnolo Claudio Canali a un convegno organizzato a Reggio Emilia dalla Rivista di Suinicoltura: «Nella mia azienda, situata nelle colline di Forlì, un’azienda a ciclo chiuso, con 300 scrofe, orientata alla produzione dop, abbastanza rappresentativa di molte aziende suinicole italiane, il costo di produzione di un suino grasso arriva a 292 €/capo (vedi tabella). Un valore pari a 1,717 €/kg Iva compresa, 1,6 €/kg senza Iva, molto lontano dal prezzo medio».

E il prezzo medio secondo il Crefis è stato di 1,465 €/kg nel 2014 e addirittura di 1,255 €/kg nel maggio 2015. Negli ultimi anni, ha concluso Canali, «tante, troppe aziende che dicevano di avere costi di produzione contenuti sono poi uscite dal mercato. Grosso rammarico, in quanto è un segno fin troppo evidente di un settore forse morente, come in passato sono stati altri nello scenario del martoriato agroalimentare italiano».

Livelli di pessimismo abbastanza elevati, dunque. Ma che allo stesso convegno sono stati superati dal nero intervento di un altro suinicoltore romagnolo, Marco Rossi: «Seguo come responsabile zootecnico circa 45mila posti ingrasso per una importante azienda del Nord Italia. Opero in questo settore dal 1988 e osservo che negli ultimi otto anni i prezzi che il mercato paga non sono stati più sufficienti a coprire i costi di produzione per la maggior parte delle aziende».

Drastica la contromisura prospettata da Rossi: «A quei suinicoltori che non sono più in grado di resistere a un mercato come quello attuale noi non possiamo chiedere un ulteriore sforzo, perchè i debiti da loro contratti potrebbero pesare anche sulle nostre coscienze. Chiedo alla politica di non scordarsi di loro, ma di permetter loro con un incentivo di dismettere i loro allevamenti in modo volontario, prima che si trasformino in un esercito di schiavi a casa propria per ripagare in qualche modo i debiti contratti».

Contromisure più costruttive, nell’ambito dello stesso convegno, sono state proposte da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia...

leggi su TerraeVita 26  L'Edicola di Terra e Vita

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome