Nel 2010 il mercato del Vecchio Continente è stato di circa 150mila unità

    IMMATRICOLAZIONI: Trattori, dieci anni di saliscendi

    Nell’ultima decade l’Europa ha sofferto. Francia, Italia e Spagna in forte calo. Germania primo mercato

    Per il mercato trattori europeo la prima decade del nuovo millennio non rimarrà fra i buoni ricordi. Quasi tutti i principali mercati, da tutti definiti ‘maturi’ hanno perso unità e il totale di unità vendute è passato dalle oltre 200mila macchine di inizio anni 2000 alle circa 150mila collocate nel 2010.
    In tanti parlano di ciclicità del mercato, di un susseguirsi di aumenti e cali. Ma, a onor del vero, sono pochi i Paesi a chiudere il decennio con il segno più.
    Nei primi 5 mercati europei (fig. 1) va segnalato il cambio di leadership: nel 2000 il vertice europeo era rappresentato dalla Francia (quasi 38mila trattori all’anno) e dall’Italia (circa 33mila), mentre nel 2010 queste due aree hanno subito un drastico ridimensionamento, scendendo nell’intervallo compreso fra 23 e 24mila macchine. È invece aumentata la Germania che, oltre a essere diventata il primo mercato europeo, ha accresciuto il termini assoluti il numero di macchine: poco meno di 26mila nel 2000, 28.500 nel 2010. In crescita nel decennio anche il Regno Unito che ha guadagnato quasi 3mila macchine e ora è poco sopra le 13mila macchine, dopo aver superato anche le 15mila. Il caso più eclatante è quello spagnolo che in dieci anni ha quasi dimezzato le vendite di trattori, da 20mila e rotti a poco più di 10mila.
    Fra i mercati ‘minori’ (fig. 2) va segnalata la buona performance dell’Austria che dopo il tonfo del 2005 è tornata a crescere in maniera lenta ma costante per arrivare al valore quasi record di 7mila trattori nel 2010. Il Portogallo ha seguito l’andamento spagnolo, con decrementi pressoché costanti nel decennio, che lo hanno portato da quasi 9mila trattori all’anno ai 5.500 del 2010. Il Nord Europa ha tenuto. Sia Svezia che Norvegia hanno avuto fluttuazioni modeste e si sono mantenute rispettivamente attorno alle 4mila e alle 3mila macchine all’anno.
    Male il mercato svizzero che ha perso in dieci anni un terzo di trattori, mentre quello sloveno, dopo aver toccato il record delle 2mila macchine, è rinculato attorno alle 1.500.
    E il 2011, inizio di una nuova decade? L’anno in corso dovrebbe essere un po’ più brillante e, senza particolari exploit, dovrebbe salire di qualche punto percentuale.
    Mentre per i prossimi anni, si conferma la maturità del mercato europeo che, tuttavia, viene visto dai più nella forbice compresa fra le 160 e le 180mila macchine all’anno.

    CONDIVIDI

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome