Agriturismi, donne e qualità del cibo trainano la crescita del settore

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Secondo i dati Istat nel 2017 sono cresciuti fatturato, numero di aziende e presenze negli agriturismi italiani. Il settore è ben presidiato da imprenditrici donne e si sta differenziando sempre di più offrendo un'ampia scelta di attività e servizi, oltre a cibo di qualità

Se in Italia le colture estensive segnano il passo, soprattutto a causa dei prezzi delle commodity sempre più depressi e delle difficoltà agronomiche generate dai cambiamenti climatici, c'è un settore agricolo che continua a marcare performance ampiamente positive: è quello dell'agriturismo. Secondo i dati diffusi dall'Istat, anche nel 2017 ha fatto registrare una crescita del numero di aziende (+3,3%), dei pernottamenti (+5,3%) e del fatturato (+6,7%) rispetto all'anno precedente.
A trainare questa crescita sono soprattutto imprenditrici donne e la qualità dei prodotti alimentari offerti. Infatti, nell'ultimo anno le aziende agrituristiche con a capo persone di sesso femminile sono cresciute del 4%, contro un incremento del 2,9 di quelle gestite da uomini. In totale gli agriturismi "in rosa" sono oltre un terzo del totale: 36,2%. L'altro dato significativo è la crescita delle strutture agrituristiche produttrici di prodotti Dop e Igp: tra 2011 e il 2016 (i dati 2017 non sono ancora disponibili), sono passate da 791 a 2.533 (+220%), diffondendosi anche a macchia d'olio sul territorio dello stivale. Difatti nella finestra temporale presa in esame i Comuni che possono contare nel loro territorio almeno una struttura che produce cibi di qualità sono saliti da 93 a 784 (+743%).

Numeri da record

Al 31 dicembre 2017 erano 23.406 le aziende agrituristiche autorizzate sul territorio nazionale, 745 in più rispetto all’anno precedente (+3,3%). L’incremento è dato dalla differenza tra le 2.121 nuove autorizzazioni e le 1.376 cessazioni. I comuni nel cui territorio sono localizzate le aziende agrituristiche sono 4.893, rispetto all’anno precedente sono 27 in più (+0,6%). Le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano a 12,7 milioni (+5,3% rispetto al 2016), come emerge dall’indagine Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi. I conti economici dell’agricoltura consentono di misurare la dimensione economica del settore agrituristico che è pari nel 2017 a 1,36 miliardi di euro, in crescita del 6,7% sul 2016.

Agriturismi, offerta sempre più varia

Prosegue la tendenza a differenziare la tipologia delle attività agrituristiche offerte con pacchetti integrati: 8.225 aziende svolgono sia alloggio sia ristorazione, 10.757 offrono oltre all’alloggio altre attività agrituristiche e 1.987 propongono tutte le quattro tipologie agrituristiche (alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività). Negli ultimi dieci anni sono aumentati i posti letto (+40,7%), le piazzole di sosta (+66,5%) e i posti a sedere (37,1%), ed è cresciuta moltissimo l’offerta di sport e attività varie.
Nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno è localizzato il 60,5% degli agriturismi con alloggio, il 56,3% di quelle con ristorazione, il 60,4% di aziende con degustazione e il 63,9% con altre attività.
L’84,2% delle aziende agrituristiche è situato in aree montane e collinari, il restante 15,8% in pianura. La crescita del numero degli agriturismi, registrata in tutto il Paese, è molto più decisa nel Centro (+6,3%) rispetto al Mezzogiorno (+3,9%) e al Nord (+0,8%).
In Toscana e nella provincia autonoma di Bolzano/Bozen, l’agriturismo si conferma una realtà consistente e radicata, rispettivamente con 4.568 e 3.187 aziende autorizzate, una elevata presenza di turisti e un consistente valore economico del settore.

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La soddisfazione di Agriturist

Il dato più evidente delle cifre 2017 sull’agriturismo appena pubblicate dall’Istat è il netto e costante aumento, negli ultimi 10 anni, delle aziende agricole che hanno investito sull’avvio dei servizi di ospitalità. Lo rileva Agriturist, Associazione per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio di Confagricoltura, attribuendo questo sviluppo al desiderio di un turismo diverso, più rilassato, alla scoperta dell’Italia dei borghi, dell’enogastronomia, delle tradizioni agricole, che permette di vivere un’esperienza sempre più legata al territorio, al made in Italy e al concetto di benessere inteso nel senso più ampio del termine.
«Sottolineo puntualmente – ricorda il presidente di Agriturist Cosimo Melacca – come la nostra agricoltura, insieme alla cultura e all’arte, costituiscano un universo unico, che fa bene al turismo, all’economia, alla società: un patrimonio irripetibile da valorizzare, tutelare e difendere dalla concorrenza sleale. L’abusivismo è un problema che esiste e a cui va assolutamente trovata, nelle sedi opportune, una soluzione. Gli operatori non autorizzati, di cui è impossibile avere cifre ufficiali, danneggiano l’intero sistema turistico».
L’agriturismo - conclude la nota di Agriturist - ha tutte  le carte in regola per intercettare quote significative del turismo mondiale. Le potenzialità di sviluppo dell’offerta sono ancora notevoli, soprattutto in termini di antichi edifici rurali da recuperare per l’accoglienza, con la proposta di attività diversificate, per venire incontro alle nuove richieste della collettività e l’offerta di specialità enogastronomiche “made in Italy”, da valorizzare tramite la ristorazione e la vendita sul posto.

...e quella di Coldiretti

«Sono state circa 8 milioni le presenze in agriturismo nell'estate 2018, con un aumento record del 14% rispetto allo scorso anno, trainato dal boom registrato a settembre con un milione di turisti che hanno scelto la campagna come meta delle proprie vacanze» sottolinea Coldiretti sulla base di una propria analisi diffusa in occasione della presentazione del nuovo rapporto Istat sulle aziende agrituristiche in Italia. L'organizzazione presieduta da Roberto Moncalvo fa notare come l'agriturismo sia apprezzato anche per gli acquisti dei souvenir alimentari delle vacanze con 7 turisti su 10 che nel 2018 hanno deciso di acquistare prodotti locali a chilometro zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo/qualità.

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