Bayer punta sulle soluzioni biologiche

Al Future of farming dialog la multinazionale tedesca lancia i suoi progetti per un futuro di innovazione e sostenibilità

Il presente non sorride all’agricoltura. La redditività del settore primario è infatti in picchiata a livello globale dal 2014 e una cartina al tornasole di questa difficile congiuntura è il rallentamento del mercato mondiale degli agrofarmaci, la cui crescita si è mantenuta attorno al 10% annuo fino a tre anni fa per poi scendere a 2% nel 2015 e poi fermarsi del tutto nel 2016. Bayer però crede nel futuro e non toglie il piede dall’acceleratore degli investimenti in ricerca e sviluppo (1 miliardo di euro ogni anno).

Ripresa in vista

Il “Future of Farming dialog”, l’incontro che si è tenuto oggi a Monheim (Renania), presso la “direzione agricola” della multinazionale tedesca ha offerto infatti l’occasione per lanciare uno sguardo a 360° sul futuro dell’agricoltura.

Liam Condon
Liam Condon

«Un futuro – spiega Liam Condon, al vertice della divisione CropScience di Bayer - in cui il mercato globale delle sementi e degli agrofarmaci continuerà a crescere». E questo per almeno due ordini di motivi: 1) non è infatti venuta meno (anzi) la necessità di trovare una soluzione sostenibile per nutrire una popolazione che entro il 2050 supererà i 10 miliardi di individui; 2) l’agricoltura è il settore in cui la scienza e la tecnologia stanno determinando il maggior tasso di innovazione mai registrato, con enormi progressi nel campo dell’ingegneria geneticva, della robotica, dello studio del microbioma, del cloud computing, dell’intelligenza artificiale, della digitalizzazione e della frontiera dell’internet of things, dei droni.

Digital farming

«Bayer intende aiutare gli agricoltori a cogliere tutte le opportunità che derivano da queste tecnologie e, oltre agli investimenti interni, sta rafforzando le sue sinergie con partner esterni soprattutto nel campo del digital farming». Dall’alleanza strategica con Bosch, FaunaPhotonics, il centro di ricerca di Rothamsted in Olanda e la start-up svedese Quantified planet sono state ad esempio sviluppate soluzioni Dss per il monitoraggio e la gestione di pieno campo (Xarvio) già utilizzate da 250mila produttori in 70 paesi (non ancora l’Italia). Un progetto che sta permettendo di generare un database open access (il business del futuro è quello dei big data) condiviso con associazioni non-profit. Intensificate anche le partnership con gli istituti di ricerca. Un’alleanza strategica con Crdf (Citrus research and development foundation) punta ad esempio a risolvere il problema del greening degli agrumi, che sta propgressivam ente annientando la produzione di arance in Florida, Tailandia e Brasile.

Monsanto può aspettare

L’”alleanza” di cui si discute di più in questo momento è però sicuramente quella con Monsanto. «L’approfondimento in corso in Europa – ha ammesso Condon – ha spostato la data del closing da fine 2017 a inizio 2018. L’acquisizione però si farà e ci permetterà di cogliere le opportunità dell’integrazione dei due business complementari degli agrofarmaci e delle sementi&tratti genetici per sviluppare soluzioni sostenibili».

Adrian Percy
Adrian Percy

Un passaggio epocale non solo per la multinazionale tedesca, ma per tutta l’agricoltura mondiale. In attesa di ciò Bayer non diminuisce però il suo sforzo in innovazione. «Stiamo per lanciare – informa Adrian Percy, al vertice della Ricerca della divisione CropScience - 15 nuovi prodotti entro i prossimi tre anni».

La svolta bio

Uno sforzo d’innovazione che fa leva come non mai nel campo delle soluzioni biologiche. Mentre Bayer raccoglie infatti fuori dall’Europa le soddisfazioni derivanti dal successo di agrofarmaci come il fungicida Aviator XPRO e l’insetticida Sivanto (non ancora registrati in Italia), oppure di sementi ibrider come la soia LibertyLink soia e la colza Invigor con la tecnologia brevettata per la riduzione della cascola, in Europa prepara il lancio di Bioact, un nematocida biologico già registrato in Grecia mentre negli Usa ha potenziato il conciante Poncho con la versione microbiologica Poncho/Votivo 2.0 per favorire l’assorbimento di nutrienti da parte delle radici.

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