Botta e risposta: Agricoltori senza terzisti? collaborare è meglio

Agricoltori senza terzisti? Collaborare è meglio di Davide Calzolari,  Rolo (RE) 

Scrivo in merito all’articolo di Massimo Battisti “Prezzo gasolio giù (-30%) ma i terzisti non tagliano”.  A fine lettura le mie sensazioni erano in bilico tra l’irritazione e la rabbia anche perchè non capivo l’utilità di contrapporre due categorie (faccio parte di entrambe) che hanno tutto l’interesse a collaborare. Non entro dunque nel merito dei numeri vorrei però sottolineare l’importanza di trovare un dialogo che porti a soluzioni condivise e benefici comuni.
Far passare il messaggio che se un agricoltore è indipendente dal terzista risparmia di più è rischioso. È quello che ha portato alla rovina tanti miei colleghi (agricoltori) perchè si sono trovati con un parco macchine sovradimensionato e quindi un aggravio di costi tale da togliere redditività all’impresa. Faccio un esempio: nella mia azienda (contoterzi) ho acquistato uno spandiconcime a rateo variabile con celle di carico e guida satellitare; consente di digitare la quantità di concime da distribuire sul computer di bordo e, indipendentemente dalla velocità di lavoro, distribuisce in maniera omogenea il concime sul campo; molti agricoltori hanno deciso di rinunciare a distribuire il concime con il loro vecchio e inefficiente spandiconcime perchè solo con il risparmio di concime unito alla migliore distribuzione si pagano l’intervento (5 €/biolca per dare qualche numero).

Lancio allora la mia piccola provocazione o riflessione anche sul ruolo delle associazioni agricole (di cui attivamente e fattivamente faccio parte, ma spesso non mi riconosco perchè mancano le azioni concrete).
Le aziende che soffrono maggiormente dell’aumento dei costi sono quelle medio-piccole (5-25 ha) che non possono e non devono attrezzarsi per lavorazioni più gravose (sappiamo le grandi aziende fanno loro il prezzo al terzista per cui non sono interessate). L’associazione potrebbe allora proporre una convenzione con alcuni contoterzisti che preveda il raggruppamento di tante piccole aziende limitrofe facendole diventare un’unica “grande azienda”. Esempio concreto (come piace a me): coinvolgendo 10 agricoltori con 7 ha ognuno, il prezzo della trebbiatura potrebbe scendere anche da 180 a 120 €/ha (-35%) e tutti sarebbero felici e contenti!!!
Un discorso del genere non è assolutamente nuovo (c’è una miriade di esempi diversi tra loro). Implica tuttavia una diversa visione della propria azienda e quindi il salto di qualità chiesto anche agli agricoltori: possono scegliere tra continuare a lamentarsi (passatempo preferito dell’agricoltore medio) oppure trovare soluzioni che consentano di ridurre i costi e aumentare i margini; le associazioni hanno il compito di veicolare proposte di questo genere, spetta poi all’agricoltore la scelta finale.
Conscio del fatto che io, a Mantova, non potrei esistere visto che sono vicepresidente Anga e consigliere di Confagricoltura Reggio Emilia, ma anche contoterzista e quindi associato Unima,   chiedo a Battisti di valutare soluzioni concrete per gli associati superando i campanilismi e offrendo soluzioni CONCRETE (scusate il maiuscolo), naturalmente nel nostro piccolo, a un’agricoltura disperata!!!

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