Cai e Conaf affinano l’intesa

Cai e Conaf
Contoterzisti e agronomi insieme per un’agricoltura sostenibile

Il braccio e la mente dell’agricoltura. Uno slogan che ben si presta a definire il ruolo di due categorie fondamentali per il conseguimento di un’agricoltura innovativa e sostenibile.

Stiamo parlando delle imprese agromeccaniche e degli agronomi, le cui associazioni (rispettivamente Cai e Conaf) si sono ritrovate al padiglione Conaf dell’Expo di Milano per un confronto tecnico sull’agricoltura di precisione e sulle innovazioni, che ha anche evidenziato lo stretto legame tra queste due figure professionali. «Dobbiamo essere presenti nella politica comunitaria nel ruolo di esecutori materiali di quella che è l’attività agricola – ha detto Silvano Ramadori, presidente Unima –. E in questo senso dobbiamo fungere da collante fra la scienza agraria rappresentata dagli agronomi e la politica». «La figura dell’agronomo è una necessità per l’imprenditore agricolo moderno – ha aggiunto Leonardo Bolis, presidente Confai – e quella con l’agromeccanico, che conosce già le tecnologie innovative e nello specifico quelle relative all’agricoltura di precisione, è una simbiosi che dovrà svilupparsi sempre di più».

Ricordando la convenzione stipulata tra il Conaf e Unima lo scorso anno in occasione di Fieragricola di Verona, Andrea Sisti, presidente Conaf e recentemente eletto anche presidente dell’Associazione mondiale degli agronomi, ha sottolineato come «l’innovazione sia in gran parte legata alla meccanizzazione e ai contoterzisti, il cui ruolo è cresciuto molto negli ultimi anni. I più grossi investimenti in tema di innovazione li hanno fatti proprio le aziende agromeccaniche, che hanno oggi un ruolo ancora più impegnativo, se non altro per la responsabilità nel garantire ai consumatori un prodotto salubre. In questo senso ci troviamo su un fronte comune, perchè siamo noi a decidere il piano colturale e gli obiettivi del prodotto finale da consegnare».

Tommaso Maggiore, dell’Università di Milano, ha aggiunto che «l’agricoltura sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico, si fa solo grazie a professionisti come gli agronomi e i contoterzisti, che possono sfruttare le migliori tecnologie (dalla precision farming all’agricoltura conservativa) e fornire partite grandi, uniformi, sane e tracciabili come richiesto dall’industria di trasformazione e dalla grande distribuzione». In conclusione, Roberto Guidotti, tecnico Unima, ha sottolineato come il contoterzista sia «naturalmente portato all’innovazione, ma allo stesso tempo la politica continua a non accorgersi che il punto focale della produzione non è più localizzato nell’azienda agricola tradizionale, ma ripartito fra diversi soggetti che, tutti insieme, consentono di fare agricoltura sostenibile e competitiva».

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