Si ai voucher, no al Ceta. Centinaio e Di Maio a nozze con Coldiretti

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Roberto Moncalvo espone la sua relazione
All'assemblea nazionale di Coldiretti svoltasi a Roma, molti punti di convergenza tra la relazione del presidente del sindacato degli agricoltori Roberto Moncalvo e i ministri dell'Agricoltura e del Lavoro. Tra i temi toccati da Moncalvo anche Brexit, etichettatura, chiusura del mercato russo e dazi internazionali

Si è aperta con una lunga e approfondita relazione del suo presidente, Roberto Moncalvo, l’annuale assemblea della Coldiretti, che si è svolta a Roma alla presenza, tra gli altri, del ministro del Mipaaf Gian Marco Centinaio e del ministro del Lavoro e del Mise Luigi Di Maio. Sotto esame le questioni Ceta e voucher.

Un coro di no al Ceta

«In netta controtendenza all’aumento fatto registrare sui mercati mondiali, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada sono diminuite in valore del 10% nel primo trimestre del 2018, quello successivo all’entrata in vigore in forma provvisoria il 21 settembre 2017 dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea (Ceta), che avrebbe dovuto frenare le imitazioni e migliorare l’accesso al mercato». È quanto afferma Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, ricordando che nei primi tre mesi del 2018 sono stati prodotti in Canada ben 3 milioni di chili di falso Parmigiano Reggiano (Parmesan). «Si tratta – sottolinea Moncalvo – di una prima, ma significativa analisi sulla mancata protezione dei marchi Made in Italy da parte dell’accordo di libero scambio siglato dall’Unione Europea con il Canada entrato in vigore, ma che l’Esecutivo ha giustamente intenzione di chiedere al Parlamento di non ratificare, come del resto previsto nel contratto di governo». Secondo la Coldiretti su un totale di 294 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela nel trattato e la situazione non è molto diversa per gli altri accordi conclusi o in itinere. Il risultato è che (dati Coldiretti) il falso Made in Italy agroalimentare ha raggiunto il valore di oltre 100 miliardi di euro. Moncalvo incalza specificando che l’accordo è entrato in vigore in tutta l’Unione Europea ma è fortemente osteggiato, tanto che al momento si sono espressi a favore solo 11 Paesi su 28 ossia Danimarca, Lettonia, Estonia, Lituania, Malta, Spagna, Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Austria e Finlandia.

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Il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ascolta il discorso di Moncalvo

Sì ai voucher e in fretta

«Occorre fare presto perché circa la metà dei voucher in agricoltura viene impiegata per la vendemmia che quest’anno parte con gli inizi di agosto mentre sono già in piena attività le raccolte di ortaggi e frutta». Ha spiegato Moncalvo, affermando che «I voucher in agricoltura rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso. La riforma ha di fatto azzerato lo scorso anno questa opportunità nelle campagne, che consente anche di avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti o mantenere attivi anziani pensionati. Il risultato è stato la perdita di circa 50mila posti di lavoro occasionali regolari che possono essere recuperati con trasparenza nelle attività stagionali in campagna, dalla preparazione dei terreni alla raccolta di verdura e frutta fino alla vendemmia».

Appoggio alla linea Coldiretti da entrambi i ministri

Sul Ceta Luigi Di Maio ha affermato perentoriamente: «Se anche una sola persona continuerà a difendere trattati scellerati come il Ceta sarà rimossa». Aggiungendo anche che «Questa maggioranza bloccherà la ratifica che dovrà arrivare in aula. Siamo un Paese che a livello internazionale deve iniziare a difendere i propri interessi». Mentre sui voucher Di Maio sottolinea un’apertura chiara: «Se per questo settore sono importanti chiedo che la norma venga scritta insieme per far si che non sia sfruttata nemmeno una persona».
Sul Ceta Gian Marco Centinaio ha dichiarato che «Il governo chiede modifiche sostanziali all’accordo di libero scambio tra Ue e Canada. A oggi verrebbero tutelate circa il 10% delle nostre Dop e Igp. Io sono il ministro di tutti gli agricoltori non solo di una parte». Sui voucher Centianio ha ribadito che non c’è nessuna lite all’interno della maggioranza «la reintroduzione dei voucher è nel contratto del governo e servono a combattere il lavoro nero. Ma non facciamo gli stessi errori del passato per i quali furono tolti».

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Il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio

Dazi, l'Ue faccia sentire la propria voce

«È fuorilegge un prodotto importato su 5 e non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori – a partire da quella sul caporalato – vigenti nel nostro Paese». Queste le parole del numero uno della confederazione, ribadendo che l’Unione europea deve acquisire un nuovo protagonismo per promuovere regole sul commercio globale che non tengano conto solo del fattore economico ma anche del rispetto dei diritti sul lavoro della tutela dell’ambiente e della salute, anche con l’annunciata riforma del Wto.

Brexit, il conto non sia addebitato agli agricoltori italiani

«A pagare il conto della Brexit – dichiara Moncalvo – non può essere l’agricoltura italiana, dove i tagli per 2,7mld di euro al budget della Pac colpiscono 800mila aziende agricole mettendo a rischio la loro capacità di affrontare sfide chiave per il Paese e per la Ue stessa, dai cambiamenti climatici, all’immigrazione, alla sicurezza». Secondo il presidente della Coldiretti, la proposta della Commissione Ue sul primo bilancio pluriennale dopo l’uscita della Gran Bretagna indebolisce l’agricoltura, «L’unico settore realmente integrato dell’Unione e ciò significa minare le fondamenta della stessa. Serve una più equa distribuzione delle risorse superando gli squilibri che hanno caratterizzato il passato».

Russia, aprire al dialogo

Cordiretti rende noto che le esportazioni agroalimentari Made in Italy hanno perso oltre 1miliardo di euro dall’inizio dell’embargo russo per una importante lista di prodotti agroalimentari e il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. «Si tratta di un costo insostenibile per l’Italia – avverte Moncalvo – ed è importante che si riprenda la via del dialogo».

Etichettatura, origine su tutti gli alimenti

Dati Coldiretti indicano che nel carrello della spesa è anonimo un prodotto su quattro. «Occorre – conclude Moncalvo - estendere al più presto l’obbligo di indicare l’etichetta di origine a tutti gli alimenti in commercio. No alle etichette a semaforo che minano la salute del cittadino».

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