Cereali, possibile una lieve ripresa dei prezzi mondiali

cereali
wheat field and countryside scenery
Situazione e prospettive delle principali commodities, frumenti in primis

Ormai a consuntivo la produzione cerealicola mondiale 2016-17 ha sfiorato i 2.100 milioni di tonnellate, record assoluto raggiunto grazie a raccolti eccezionali in volume di grano e mais ed a una sostanziale tenuta del riso (fig. 1).

Quattro anni consecutivi di rese/ha oltre la media, ottenute anche grazie al progressivo miglioramento nelle pratiche agronomiche dei cosidetti Paesi emergenti, hanno costruito una sempre maggiore disponibilità e l’aspettativa che (sul breve termine) il mondo produca più di quello che consuma. Analizzando il “supply-demand” mondiale dal 2010 a oggi, saltano immediatamente agli occhi alcuni dati di assoluto rilievo (fig. 2). Il primo è che, dopo un triennio 2010-13 di produzioni leggermente inferiori ai consumi, nel mondo si sono succedute quattro ottime campagne che hanno gradualmente incrementato di quasi il 50% le scorte cerealicole di fine campagna; il secondo è il progressivo aumento degli scambi commerciali dai 240 milioni/t anno del 2010 ai 340 milioni/t anno del 2016. Da ultimo il già sottolineato livello delle scorte di fine campagna che nel 2016 toccherà in volume il 24% (+5% dal 2010) della produzione mondiale.

Prima di approfondire riflessi e conseguenze sui mercati europei e italiano, bisogna anche evidenziare che, nel “supply-demand” mondiale, il ruolo dei paesi della cosidetta regione del Mar Nero (repubbliche ex-Csi ma anche l’Est Europa che imbarca dal Danubio e dal porto di Costanza) hanno via-via consolidato la loro rilevanza e incisività nel condizionare gli andamenti commerciali. Produzioni, aggressività commerciale e (nel caso delle ex-Csi) imprevedibilità a riguardo delle politiche (es. alternanza di presenza-assenza di dazi all’export) sono entrate di prepotenza tra i “fondamentali” che possono cambiare in pochi giorni gli equilibri di un mercato cerealicolo che da anni deve fare i conti anche con: speculazione sui mercati a termine, politiche monetarie ed scelte bio-energetiche.

Arrivando all’Europa, possiamo dire che il 2016 è stato a dir poco singolare tra produzioni e rese/ha record in Italia e problemi altrettanto straordinari (ma in negativo) in Francia.

 

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 8/2017 L’Edicola di Terra e Vita

 

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