Anche Copagri in Agrinsieme

Salgono a sei le organizzazioni del coordinamento agricolo di Agrinsieme

Salgono a sei le organizzazioni del coordinamento agricolo di Agrinsieme: Cia, Confagricoltura, Copagri; Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop. Rappresentano così circa il 40% del valore dell’agroalimentare nazionale. Due le priorità: sostenere le imprese in una fase economica e sociale difficile; promuovere l’aggregazione economica. Un punto, quest’ultimo, su cui, ha ricordato il presidente dell’Alleanza, Giorgio Mercuri, dovranno essere convogliate le risorse dei Psr delle Regioni. Aggregazione è stata la parola chiave della conferenza di presentazione della nuova Agrinsieme che ha visto anche il passaggio di testimone da Mario Guidi (presidente Confagri) a Dino Scanavino (presidente Cia), che resterà in carica per un anno. «L’organizzazione delle filiere, l’innovazione, la semplificazione del sistema agricolo, l’internazionalizzazione, la sostenibilità e la modernizzazione d’impresa, sono i punti che caratterizzeranno il lavoro e il progetto di Agrinsieme». Così Scanavino traccia la linea del nuovo impegno che non si sottrarrà dall’instaurare un tavolo di confronto attivo con il governo sulle questioni calde.
Come ritardi ed errori della nuova Pac: «Abbiamo dato il nostro assenso al progetto ‘agricoltura 2.0’ perché innovazione e semplificazione per noi sono essenziali, però gli strumenti che il Mipaaf ha a disposizione sono assolutamente inadeguati. Per ora abbiamo tamponato la situazione consegnando la domanda in tempo, successivamente speriamo di poter correggere gli errori senza sanzioni gli agricoltori. La Pac resta comunque essenziale per l’agricoltura e gli agricoltori, e il primo impegno di Agrinsieme sarà quello intervenire sul governo per modificare profondamente la struttura che sovraintende la parte burocratica per l’erogazione in agricoltura». Il cambio di rotta del nuovo progetto unitario è rafforzato dall’adesione di Copagri: «L’abbiamo fatto solamente oggi – ha spiegato il presidente Franco Verrascina – perché forse ieri i tempi non erano maturi. Non è più tempo di contrapposizioni, di campagna acquisti dei soci che invece ci chiedono unità».

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