Il punto sul Psr 2014-2020 in Basilicata

olivicolo
I ritardi di pagamento di Agea rallentano l'avanzamento del programma

La terza riunione del Comitato di Sorveglianza ha posto sotto i riflettori lo stato di avanzamento del Psr Basilicata 2014-2020, la cui dotazione finanziaria ammonta a 680 milioni di euro, per 412 milioni provenienti dal bilancio europeo e per 268 milioni dal cofinanziamento nazionale.

Da maggio 2016 sono stati impegnati 294 milioni di euro di risorse pubbliche, in parte, per 123 milioni, risultanti dal trascinamento della precedente programmazione 2007-2013, e per i restanti 171,1 milioni provenienti dal Psr 2014-2020. Ai beneficiari però sono stati erogati 50 milioni di euro: una situazione che evidenzia come i forti ritardi dell’organismo pagatore Agea rallentino l’avanzamento finanziario e procedurale del programma.

Entrando nel merito, da maggio 2016 a maggio 2017 sono stati attivati 14 bandi pubblici sul nuovo Psr. Ricambio generazionale, introduzione e mantenimento dell'agricoltura biologica, sostegno agli agricoltori nelle aree svantaggiate e di montagna e agli allevatori custodi della biodiversità, strategie per lo sviluppo locale: sono alcuni degli interventi proposti per lo sviluppo del mondo agricolo e rurale lucano, insieme alle operazioni dedicate alle infrastrutture turistiche e ai servizi per le popolazioni rurali, alla promozione di metodi di produzione integrata e conservativa e al sostegno per le attività di informazione e promozione svolte da associazioni di produttori nel mercato interno.

Sono invece di prossima pubblicazione i bandi su cooperazione e filiere, mentre è scaduto il 30 giugno il bando dedicato alla Misura 16.1, con cui è possibile aderire ai progetti per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi e realizzare un piano di attività con partner del mondo agricolo e della ricerca scientifica. Invece c’è tempo fino al 31 luglio per partecipare al bando Misura 10.2.1, che prevede il sostegno per la realizzazione di progetti di conservazione delle risorse genetiche in agricoltura da parte di Enti e istituti pubblici e privati di ricerca, con l’obiettivo di mantenere ed aumentare la loro consistenza.

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