La Cia festeggia i suoi primi 40 anni a fianco degli agricoltori

cia
La richiesta è di una rappresentanza moderna e servizi orientati al mercato. Presentati i risultati dell’indagine Cia-Censis su ‘la rappresentanza nell’epoca digitale’: il 49% delle imprese agricole chiede semplificazione burocratica

«Guardiamo alle nostre radici, ma siamo proiettati nel futuro». Che dalla storia si costruisce il futuro è cosa nota, ma che per farlo bisogna necessariamente comprendere l’evoluzione di un presente sempre più dinamico, è una sfida e una grande opportunità. Il presidente della Cia Dino Scanavino parte da qui, durante il suo intervento per i 40 anni della Confederazione celebrati il 20 settembre all’Auditorium Giuseppe Avolio, dalla storia e dal futuro, focalizzando gli obiettivi da mettere in campo. «Dobbiamo migliorare il nostro livello di rappresentanza e rafforzare il nostro ruolo di interlocutori e negoziatori - prosegue Scanavino- ; dobbiamo comprendere i bisogni concreti degli agricoltori e avviare soluzioni con una visione ampia. La rappresentanza oggi per essere davvero efficace deve essere fattiva, specifica, competente, non generalista e non autoreferenziale, in una parola: moderna».

Una rappresentanza moderna è il frutto di tante battaglie fatte per difendere il reddito dei produttori, per uno stato sociale più equo, per una Pac semplice e senza ritardi nei pagamenti, per un’amministrazione più veloce ed efficiente, per affermare l’immagine di un’agricoltura seria e coraggiosa, fatta di agricoltori e non di slogan. D’altronde, come dimostra l’indagine Cia-Censis agli agricoltori non interessano le parole, ma chiedono: la semplificazione degli adempimenti burocratici in capo alle aziende (49%); l’abbattimento del carico fiscale (22,8%); la tutela del Made in Italy (12,1%); il sostegno economico all’avvio dell’attività di impresa da parte dei giovani (8,3%); la promozione di accordi quadro e di filiera (4,5%) e il supporto all’innovazione e all’internazionalizzazione del settore (3,2%).

Inoltre, sempre secondo lo studio di Cia e Censis, la spinta all’iscrizione ad un’associazione di rappresentanza dipende oggi da due fattori essenziali: l’idea che ci sia qualcuno in grado di rappresentare in sede politica interessi ed esigenze degli imprenditori agricoli (76,6%) e la possibilità di avvalersi di servizi ad hoc che l’associazione mette a disposizione dei propri iscritti (93,6%). Dunque, quello che serve a una rappresentanza evoluta è, come affermato dal presidente Scanavino: «Oltre a saper fare, anche saper ascoltare; serve non aspettare negli uffici ma andare nelle aziende; non essere soltanto i migliori in un singolo servizio, ma offrire una gamma di servizi che sia completa e integrata. Alla persona e all’impresa. Questo è, e sarà, l’obiettivo della Cia, da qui ai prossimi 40 anni».

Obiettivo condiviso e sostenuto anche dal ministro Maurizio Martina, presente per l’occasione, che ha dichiarato «Auguro altri 40 anni di buon lavoro alla Cia, noi ci siamo e siamo pronti a collaborare, più saremo ad unire le forze e meglio sarà per lo sviluppo dell’agricoltura italiana».

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome