La Slovenia difende il suo vino Teran Doc

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Non è accettata la decisione della Commissione che ha autorizzato la Croazia a inserire Teran nelle etichette dei loro vini prodotti con quel vitigno

La Slovenia ha deciso di citare in giudizio presso la Corte europea la Commissione che ha autorizzato troppo frettolosamente la Croazia a utilizzare la menzione Teran per etichettare i vini prodotti utilizzando l’omonima varietà di vite.

La questione non ha trovato definizione all’interno della Commissione che pare abbia lasciato senza prosieguo le proteste della Slovenia la quale ha portato la questione al Consiglio agricolo del 18 luglio 2017 ma solo per informare tutti su questa spiacevole situazione sui passi che intende fare e in particolare sulla denuncia alla Corte di giustizia.

Il Ministro sloveno ha infatti ricordato che la Teran è una varietà a bacca rossa, coltivata nell’Adriatico settentrionale, in alcune zone del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romangna in Italia dove è nota con il nome di “Terrano” e “Cagnina”, rispettivamente per ottenere i vini a denominazioni Carso e Cagnina di Romagna e, appunto, nel Carso sloveno e in alcune parti della penisola istriana in Croazia.
È considerata una delle uve locali più importanti della Slovenia e i produttori hanno ottenuto la Dop su questo vitigno nel 2009, quattro anni prima che la Croazia entrasse nella Ue . Per questo, la vendita di un vino croato etichettato come “Teran” non era consentita all’interno dell’Ue. Ma, ad inizio 2017, la Comunità europea ha stabilito con un regolamento delegato della Commissione che i produttori croati dell’Istria possono utilizzare il nome di questa uva in etichetta insieme a quello della zona di produzione “Hrvatska Istra” o “Istria Croata”.

 

La dimenticanza croata

D’altra parte la possibilità di utilizzare in deroga i nomi di vitigni inseriti in una denominazione riconosciuta e protetta è prevista dalla regolamentazione comunitaria, ma in questo caso occorre notare che la Croazia prima di aderire all'Ue ossia prima del 1º luglio 2013, non aveva chiesto l'inclusione della cosiddetta varietà di uve da vino "Teran" in un elenco di esenzioni, come aveva fatto per alcune altre varietà, quali "Alicante Bouschet", "Borgonja" e "Frankovka", per le quali aveva ottenuto esenzioni per l'uso di tali nomi, nonché "Montepulciano" e "Portugizac", per le quali non aveva ottenuto esenzioni. e la questione non è stata contemplata dal trattato di adesione.

La Slovenia lamenta ora che il riconoscimento all’uso del termine Teran effettuato tardivamente e con una procedura anomala adottata dalla Commissione costituisce una grave lesione dei diritti dei viticoltori sloveni.

La Commissione non ha comunicato alla Slovenia la richiesta che le era pervenuta dalla Croazia e non ha consentito neppure successivamente di acquisire la documentazione presentata a corredo della richiesta stessa. La Slovenia lancia anche l’accusa alla Commissione di avere ecceduto nella delega ricevuta emanando un regolamento che non corrisponde al mandato che Parlamento e Consiglio hanno conferito alla Commissione stessa.

 

Un danno per gli Sloveni

Secondo quanto riferito dal Ministro dell’agricoltura sloveno ai suoi colleghi il riconoscimento concesso indurrà indubbiamente i consumatori in errore poiché, a causa del nome quasi identico, della prossimità geografica e della tradizione di produzione in Slovenia di vino della Dop "Teran", non saranno in grado di fare una distinzione tra questo vino croato e il vino recante la Dop "Teran".

Inoltre la disposizione del regolamento delegato della Commissione secondo cui "Hrvatska Istra" e "Teran" devono apparire nello stesso campo visivo e il nome "Teran" deve essere riportato con un carattere di dimensioni più piccole non rende meno probabile il fatto che i consumatori siano indotti in errore.

Quindi ciò che preoccupa maggiormente i produttori e il governo sloveno è che la possibilità di indurre in errore i consumatori è ancor più probabile se si considera che il vino recante la Dop "Teran" è commercializzato quasi esclusivamente sul mercato sloveno, dove dovrebbe essere commercializzata anche la maggior parte del vino croato prodotto nell'Istria croata con il nome della varietà di uve da vino "Teran". Tale etichettatura confonderà i consumatori e indurrà in errore il mercato quanto all'origine e alla qualità dei prodotti.

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