L’offerta record di grano espone al rischio ritenzione

ritenzione
Da parte dei detentori del prodotto che non lo immettono sui mercati per fermare il calo dei prezzi. Il punto di Stefano Serra sull'andamento dei prezzi del grano

Si parla di un raccolto record in Russia e l’Europa farebbe meglio del 2016. Che prospettive per il grano?

R: Il fatto che in Europa le cose andassero meglio del 2016 e che alla fine le stime si siano confermate, è fattore positivo ma di per sé “normale” (l’anormalità fu il disastro francese del 2016 ..). Sul fronte Russo e altri stati di quella zona, si registra un costante (ormai cronico?) aumento di produzioni e offerta. È dato pensare che sia dal punto di vista delle rese/ha che della qualità tutto il settore produttivo abbia fatto passi da gigante e che paesi come l’Europa orientale e il cosiddetto Mar Nero siano ancora in fase di miglioramento agrotecnico. Detto ciò e senza l’incognita del clima (che negli ultimi anni è stato sempre favorevole) a supporto, l’influsso commerciale delle migliori produzioni Comunitarie (francese in primis) e di paesi come la Russia, condizioneranno il trend dei prezzi di campagna su tutte le piazze. Se aggiungiamo poi l’effetto valutario che ostacola l’export Ue (e della Francia), è chiaro che quanto non si esporta verrà offerto localmente e che una maggiore disponibilità è sinonimo di debolezza dei prezzi .. sempre che i detentori non decidano di rallentare l’immissione di prodotto e il fenomeno della ritenzione si è già visto in passato.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome