Mutui sospesi per la zootecnia

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Diventa operativo l’accordo Mipaaf-Intesa Sanpaolo

Mutui sospesi per tre anni e mezzo per le imprese zootecniche e di due anni per tutte le altre aziende agroalimentari. È questo uno dei principali strumenti operativi messi a disposizione da Intesa Sanpaolo nell’ambito del protocollo “Diamo credito all’agroalimentare”, siglato a gennaio con il ministero delle Politiche agricole.

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La novità è stata presentata a Milano, nel corso della prima tappa di un tour che l’istituto creditizio e il Mipaaf intraprenderanno nei prossimi mesi per illustrare agli operatori del settore le opportunità – finanziarie, formative, progettuali – offerte della banca.

Si è partiti dalla zootecnia e dalla Lombardia non a caso: il comparto, attualmente in balia di una tempesta acuita dalla fine delle quote, è una delle spine dorsali del primario, con 200mila aziende agricole coinvolte, 19 miliardi di euro di valore della produzione e 2,8 miliardi di esportazioni (numeri Intesa Sanpaolo). Oltre un quinto degli allevamenti italiani si trova in Lombardia, che da sola esporta il 36,4% dei prodotti lattiero caseari made in Italy, anche grazie ad una dimensione delle imprese doppia rispetto alla media nazionale. Da qui la scelta di rafforzare i benefici della moratoria prevista da Abi (30 mesi), prolungando di 12 mesi il periodo di sospensione dei mutui, che arriva a 42 mesi per il lattiero-caseario e a 24 per le altre imprese.

Un intervento definito dal ministro Maurizio Martina come “ossigeno puro”. «Chiaramente – ha affermato – lo strumento non è risolutivo, ma aiuta senz’altro le aziende in difficoltà ad affrontare la fase delicata di mercato. Il nostro compito è offrire un “pronto soccorso” immediato e costruire un piano strategico complessivo per far ripartire un settore che ha enormi potenzialità».

La rotta da seguire e da replicare, per il ministro, è quella tracciata dal vino: «dalla crisi alla gloria, grazie a interventi su organizzazione, difesa del reddito, internazionalizzazione e qualità». E proprio il vino, ha anticipato, sarà il protagonista della prossima tappa del tour, in programma al Vinitaly.

Al di là delle specificità settoriali e locali, l’offerta agricola di Intesa Sanpaolo è multiforme.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato Stefano Barese, responsabile Divisione Banca dei Territori – è diventare banca di riferimento per un settore trainante dell’economia italiana».

Attualmente lo stock impieghi del Gruppo legati all’agroalimentare ammonta a 9,5 miliardi di euro, ma l’obiettivo è crescere: lo scorso anno le nuove erogazioni sono salite del 66%, arrivando a 1,5 miliardi, e la previsione per il 2016 è superare i 2, anche perché, secondo Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo, «stiamo assistendo a una fase di accelerazione della crescita».

Per farlo l’istituto ha messo a punto un “pacchetto agricoltura” composto da diversi elementi: plafond di credito da 6 miliardi in tre anni (1,2 solo per la Lombardia); struttura operativa ad hoc (55 esperti marketing, 400 filiali a vocazione agricola, 45 specialisti crediti) attiva dal primo gennaio; inserimento nel Programma Filiere, che offre condizioni di vantaggio a realtà organizzate; piattaforme digitali per favorire l’incontro tra domanda e offerta (la banca è ad esempio coinvolta nel progetto Mercato Metropolitano); accordi con stakeholder (Mipaaf, Ismea) e associazioni agricole (Confagricoltura, Coldiretti, Cia), che prevedono iniziative di comunicazione e consulenze tecniche e finanziarie congiunte; formazione per gli imprenditori (programma Think Green con focus specifico sull’utilizzo dei fondi comunitari).

 

 

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