Il valore di un bel paesaggio

L’analisi di Cia Emilia-Romagna, Promoverde e Accademia di Agricoltura

Chi acquista casa lo sa: il contesto conta. Uno dei primi criteri che determina il prezzo e il valore di un immobile è la sua posizione, la gradevolezza del quartiere e la presenza di servizi sul territorio. La bellezza non è filosofia, è un investimento economico. Un’affermazione scontata quando si parla di città, molto meno quando ci si sposta in campagna. Da cosa dipende e quanto vale la bellezza in un contesto rurale? Esistono dei criteri “scientifici” per misurarla?

A queste domande ha cercato di rispondere una ricerca promossa da Cia Emilia-Romagna, Promoverde e Accademia di Agricoltura. Lo studio, che ha preso spunto da un’indagine del Joint Research Center della Commissione europea, che ha stimato il valore del paesaggio agricolo Ue in 27,1 miliardi di euro, ha cercato di offrire una definizione del termine “bel paesaggio” e di quantificarne il valore economico.

«Sgombriamo anzitutto il campo da un equivoco ricorrente – spiega Maurizio Pivetti, agronomo della Cia –: il paesaggio non è la natura incontaminata, non è qualcosa di statico, evolve in continuazione, e comprende elementi quali storia, cultura, tradizione, arte.

Il paesaggio è opera dell’uomo, e in questo processo di creazione l’agricoltura svolge un ruolo determinante e centrale. Per questo possiamo dire che laddove c’è una buona agricoltura c’è in generale anche un bel paesaggio».

 

Criteri funzionali e diversità biologica

Ma cosa si intende per buona agricoltura? «Anche qui non dobbiamo pensare ad un’agricoltura invisibile, antica o arretrata. Parliamo dell’agricoltura moderna, meccanizzata, che utilizza le risorse in maniera sostenibile e che, attraverso la sua attività, costruisce geometrie sul territorio, chiazze cromatiche, garantisce ordine, pulizia, pianificazione, nel rispetto del contesto e della vocazione dei luoghi». A questi criteri estetici e funzionali si aggiungono la diversità biologica, elementi storico-culturali, l’interesse scientifico e la fruibilità dei luoghi.

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 48/2015 L’Edicola di Terra e Vita

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