Xylella fastidiosa, si stringono le maglie del monitoraggio

Xylella
Nostante il freddo, non si arresta la corsa verso nord del batterio

Salento battuto a tappeto. Gli ispettori dell’Arif (Agenzia per le attività irrigue e forestali) della Regione Puglia hanno annunciato la conclusione dell’attività di monitoraggio sulla zona di contenimento e sulla zona cuscinetto. Una fascia di 30 chilometri tra mar Ionio e Adriatico che delimita (si spera) a nord l’area interessata dall’epidemia di Xylella fastidiosa subspecie pauca, ceppo Codiro su olivo (ma l’avanzamento è già attestato dai 7 focolai rinvenuti lo scorso 23 gennaio nelle zone tra il nord di Brindisi e Taranto, si veda Terra e Vita 4) . Un tassello richiesto da Bruxelles e che potrebbe sbloccare le decisioni attese riguardo ai rempianti di olivi nella zona infetta (un incontro al riguardo tra il governatore Michele Emiliano e il Commissario Ue alla Salute Vytenis Andriukaitis è previsto nel corso di questa settimana).

 

Cento positivi

I risultati definitivi del monitoraggio svolto dai 270 agenti dell’Arif non sono ancora stati divulgati, ma è bastato il dato provvisorio del 27 gennaio (vedi riquadro) ad innescare incomprensioni e disinformazioni che hanno tratto in inganno anche alcuni organi di stampa a tiratura nazionale. “Traditi” da una cattiva interpretazione della presunta bassa percentuale di positività (100) di fronte a un campione di 1.536 campioni prelevati nell’area infetta (6,5%).

 

 

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