L’alimentazione bio ridurrebbe significativamente i rischi di cancro

Uno studio epidemiologico effettuato in Francia e pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine mette in evidenza l’effetto positivo del consumo di prodotti bio

Uno studio epidemiologico francese, pubblicato lunedì 22 ottobre sulla rivista JAMA Internal Medicine, è il primo a segnalare l’effetto positivo di un’alimentazione basata su prodotti biologici, in grado secondo lo studio di mridurre significativamente i rischi di cancro. «Per spiegare questi risultati - afferma Emmanuelle Kesse-Guyot-, ricercatrice (Istituto nazionale di ricerca agronomica, Inra) nel gruppo di ricerca in epidemiologia nutrizionale (Iserm, Inra, università Paris-XIII) e coautrice di questo lavoro - l'ipotesi più probabile è una presenza ben più frequente di residui di pesticidi sintetici e a dosi più elevate negli alimenti da agricoltura convenzionale rispetto agli alimenti biologici».

Indagine su ampio campione e prolungata nel tempo

«Uno dei grandi punti di forza - afferma l'epidemiologo Philip Landrigan (Boston College, Stati Uniti), che non ha preso parte allo studio –è che le conclusioni di questa ricerca risultano in gran parte coerenti con i risultati degli studi condotti sulle esposizioni professionali ai pesticidi».

«Da quanto mi risulta – continua Landrigan - è la prima volta che viene messo in evidenza e da un sondaggio prospettico (vale a dire seguendo una serie di individui nel tempo), un legame positivo tra alimentazione biologica e rischio di cancro».

«I principali punti di forza dello studio sono le dimensioni del campione e la durata del monitoraggio. Si tratta chiaramente di uno studio importante e questo risultato merita molta considerazione».

«Questo studio – ribatte Rémy Slama  - affronta una domanda complicata, ed è sempre meglio avere conferma dell'effetto con evidenze da altri studi». «Di per sé, uno studio epidemiologico non può fornire una prova definitiva della causalità - dice Kesse-Guyot-, sono necessari ulteriori studi per chiarire la relazione causa-effetto». Ma, in caso di conferma, conclude la ricercatrice, «dovrebbero essere messe in atto misure di sanità pubblica».

(articolo di Stéphane Foucart e Pascale Santi, pubblicato su Le Monde, sintesi a cura di Agra Press)

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