Niente ogm negli alimenti italiani e d’importazione

produzione
Positivo solo il 3% dei campioni analizzati nell'ambito del Piano nazionale di controllo ufficiale attuato dal ministero della Salute.

Il 2016 è il secondo anno della programmazione del Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di ogm negli alimenti per il quadriennio 2015-2018.

I risultati diffusi dal ministero della Salute confermano positività dei risultati del campionamento effettuato sia sui prodotti nazionali che d’importazione in quanto la stragrande maggioranza dei campioni non ha evidenziato presenze pericolose ed oltre i limiti consentititi di ogm.

In particolare esaminando i dati relativi al territorio, per un numero totale di campioni prelevati e analizzati pari a 682, la percentuale di quelli positivi è stata del 3%. Ciò conferma - come riportato nella relazione finale presentata il 5 ottobre scorso - sempre di più sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera alimentare, dall'approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l'efficacia dei controlli ufficiali messi in atto.

L'attività all'importazione ha presentato un lieve incremento con 123 campionamenti effettuati, per i quali non sono state rilevate non conformità. Anche qui la relazione finale ribadisce l'importanza che gli uffici di frontiera rivestono in qualità di prime Autorità sanitarie coinvolte nella nazionalizzazione e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi.

I 682 campioni di prodotti prelevati sul territorio nazionale hanno riguardato 579 campioni nel circuito convenzionale e 103 nel circuito biologico, e inoltre si osserva che circa il 38% (260 campioni) ha interessato granelle, creme e farine di mais, di riso e miste; il 15,4% (105 campioni) prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria; il 14,7% (100 campioni) latte vegetale e prodotti a base di latte vegetale; il 9% (62 campioni) pasta e noodles; il 4% (27 campioni) snacks, dessert e altri alimenti; fino ad arrivare a diversi campioni quali prodotti per lattanti e bambini, legumi e semi oleaginosi, preparazioni gastronomiche e integratori alimentari, con percentuali rispettivamente intorno e al disotto del 3,5%.

Nel dettaglio, 31 positività totali, in quanto in un campione possono ritrovarsi più di una positività, hanno interessato 18 campioni positivi su 682 totali ossia il 3%, di queste tutte relative ad ogm autorizzati nell’Unione europea, 19 sono al di sotto del limite di quantificazione e 4 quantificate da 0,02% a 0,1%. Solo un campione di granelle, creme e farine di mais, di riso e miste è risultato avere 8 positività con presenza di mais autorizzati al di sopra della soglia dello 0,9% e non essere regolamentare perché non etichettato.

Le positività sono state 14 per i prodotti convenzionali con un incidenza del 2% sul totale e 4 il settore biologico con un’ incidenza del 4% per cui mediamente le irregolarità sono pari al 3% dei campioni totali prelevati e cioè 682.

I controlli all’importazione hanno riguardato 123 campioni. Le matrici maggiormente interessate sono state pasta e noodles (67%), granelle, creme e farine di mais, di riso e miste (18%), legumi e semi oleaginosi (5%) preparazioni gastronomiche (3,3%). Nel 2016 un solo campione risultato positivo per la presenza di colza GT73.

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