Arance rosse sommerse da acqua e pietrisco (le foto del disastro)

Piana di Catania, il giorno dopo. Impianti di agrumeti distrutti dall'alluvione del 21 ottobre
Alluvione senza precedenti nella Piana di Catania proprio in prossimità delle raccolte di agrumi. Danni incalcolabili. I produttori puntano l’indice contro l’inattività dei Consorzi di bonifica che ha reso inefficace la rete di scolo e drenaggio

Susanna Ragusa è una giovane imprenditrice agricola con circa 6 ha di agrumeto a Palagonia (Ct) (Azienda agricola Campanito). «Questo era un periodo molto delicato per gli agrumi perché le cultivar Il Novellino e il New Hall erano in fase di maturazione, il Tarocco in fase di ingrossatura e colorazione. Il terreno è totalmente impraticabile, diverse piante sono state sradicate. Dei motori posti lungo un canale, che utilizziamo per recuperare l'acqua in esubero dagli altri campi, sono stati risucchiati dalla furia dell'acqua».

Susanna Ragusa

Effetto domino su canali e fossi già "intasati"

La percentuale dei danni è molto variabile e ancora impossibile da quantificare. «Tutti i fiumi (Simeto, Gornalunga, Dittanio, San Leonardo) e i numerosi torrenti, anche i fossi di scolo sono straripati con un impressionante effetto domino, continua Giuseppe Puleo, responsabile del Servizio Informativo Agrometereologico Siciliano». L'acqua mista a terra, pietrisco, canne rifiuti vari hanno invaso gli agrumeti raggiungendo anche l'altezza di 2 metri estirpando anche quelli più vigorosi ed eliminando del tutto quelli giovani di 1 – 2 anni che potranno essere reimpiantati solo fra 2 anni dopo aver bonificato il terreno dai rifiuti. Per gli agrumeti rimasti integri, si prospettano possibili spaccature dei frutti, marciume radicale o asfissia e cascola dei frutticini.

Metà della pioggia di un anno in solo mezza giornata

Le piogge sono state più uniche che eccezionali sia per intensità sia per la quantità, in poche ore si sono accumulati 180 mm (dato registrato a Mineo dalla rete SIAS) per un totale di 232 mm in 10 ore, quasi la metà della piovosità media di tutto l'anno per l'area interessata. L'evento è stato sicuramente aggravato dalla più che decennale assenza di manutenzione in cui versano i nostri corsi d'acqua e le sistemazioni idrauliche del territorio, invasi da rovi, canne, arbusti, alberi e numerosi interrimenti. «Per quest'anno, afferma Maria Alessandra Altieri, agronomo di Palagonia, si prevedeva un'annata già poco abbondante con una bassa percentuale di merce di piccola pezzatura a favore di una migliore qualità».

Perduta almeno la metà della produzione

Questo evento diminuirà ulteriormente le quantità per le perdite che, si possono ipotizzare, intorno al 50%. Gli impianti arboricoli potrebbero essere compromessi per un quarto della superficie totale, quindi anche nei prossimi anni ci sarà una contrazione della produzione. Dal punto di vista economico bisogna considerare l'enorme indotto che genera il settore agrumicolo e le nefaste conseguenze sul territorio dei comuni di Paternò, Palagonia, Ramacca, Scordia, Lentini.

Le foto da drone pubblicate in queste pagine sono di Maria Alessandra Altieri (clicca su una delle immagini per aprire la galleria) 

La piana di catania ancora invasa di acqua dopo la bomba d'acqua del weekend del 20-21 ottobre

 

 

 

 

 

 

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