Danni da maltempo, l’impegno del Governo in favore delle aziende colpite

Alessandra Pesce
Procedure snelle e veloci per venire incontro alle esigenze dei produttori colpiti. Alessandra Pesce, sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo racconta a Terra e Vita le iniziative in atto per fare fronte all'emergenza causata dal clima impazzito

Bombe d’acqua, nubifragi, trombe d’aria, alluvioni, grandinate e tempeste di vento che hanno sfiorato i 200 km all’ora. Nelle ultime settimane l’Italia è stata flagellata dal maltempo e a subire le conseguenze più gravi sono state le campagne, con danni che, dal Bellunese alla Sicilia, sono di svariati miliardi di euro. Il sottosegretario Alessandra Pesce fa il punto sulla situazione e spiega come il Governo intende aiutare gli agricoltori.

Sottosegretario quello che abbiamo visto nelle scorse settimane è stato molto di più di un’ondata stagionale di maltempo. Siamo di fronte a fenomeni atmosferici che creano danni immensi al territorio e alle produzioni italiane. Interi settori rischiano di essere messi in ginocchio..

«Innanzitutto esprimo la mia vicinanza alle popolazioni colpite da questa gravissima avversità atmosferica, e stiamo seguendo con ogni sforzo la situazione di emergenza che ha interessato negli ultimi giorni la nazione. I danni hanno riguardato le infrastrutture, le vie di comunicazione, le colture, il patrimonio boschivo e il settore zootecnico, coinvolgendo ampie aree di elevato interesse naturale, ambientale e paesaggistico. E anche le località turistiche, soprattutto costiere, hanno vissuto momenti drammatici. Una situazione gravissima, una ferita che mi ha colpito profondamente come rappresentante del governo ma prima ancora come italiana».

Procedure snelle e veloci

Appena ci sarà un bilancio definitivo dei danni, inizieranno le richieste di aiuto economico. In che modo sarete vicini ai produttori?

«Cercheremo di agevolare nel minore tempo possibile il ripristino della normale produttività. Per venire incontro alle esigenze, con la Protezione Civile e le Regioni interessate abbiamo già avviato un tavolo finalizzato anche a richiedere l’attivazione del Fondo di Solidarietà Europeo, e il Mipaaft sarà l’Amministrazione capofila per tutti i temi connessi alle questioni agro-silvo-pastorali».

 Coltivazioni distrutte, campi allagati, stalle scoperchiate, serre e capannoni distrutti, intere coltivazioni compromesse.  Cosa si sente di promettere agi agricoltori colpiti?

«Posso garantire che gli siamo molto vicini e che li sosterremo con tutti i mezzi a nostra disposizione cercando di fare il massimo per non escludere nessuno. Ci sono tante misure disponibili, comprese quelle straordinarie che lo stato di calamità permette di attivare: oltre al Fondo di solidarietà Europeo abbiamo anche il Psr per il ripristino del potenziale produttivo, i 900 milioni a triennio annunciati dal Ministro Costa contro il dissesto idrogeologico. Gli strumenti non mancano e soprattutto non manca la volontà politica da parte di un governo che considera l’agricoltura un settore fondamentale per l’economia, il territorio e la società italiana che deve essere sostenuto e valorizzato».

Gli agrumi tra le filiere più colpite

Intanto il Ministero delle Politiche agricole apre diversi focus sulle varie filiere in sofferenza per motivi diversi dalle calamità naturali. Gli agrumi stanno soffrendo molto negli ultimi anni. Cosa avete intenzione di fare?

«Gli agrumi rappresentano una grande realtà e potenzialità produttiva del Mezzogiorno. Lo scorso 5 novembre ho convocato una riunione del comparto mettendo insieme per la prima volta l’intera filiera produttiva, compresi i consorzi di qualità. Ne è scaturita una discussione proficua, aldilà delle polemiche, dove sono state avanzate proposte concrete. Queste proposte troveranno risposta nel decreto che entro l’anno il ministero deve predisporre, con la concertazione del MEF e l’intesa della conferenza Stato Regioni, per l’assegnazione di 10 milioni di risorse previste con la precedente finanziaria e mai attivate».

Gli agrumi si producono soprattutto in Calabria e in Sicilia. Regioni, che al pari di tutto il Sud, rappresentano un potenziale ancora inespresso per l’agricoltura italiana.  Avete mai pensato a un piano di sviluppo ad hoc?

«Certo. La discussione ha permesso anche di evidenziare la necessità di un vero piano di sviluppo. Allo stato attuale il fondo può essere concentrato solo su alcune attività, ma non ha una visione di medio-lungo periodo. I temi su cui agire sono l’apertura di nuovi mercati, il rafforzamento della filiera mediante la valorizzazione degli agrumi italiani, il rinnovamento varietale, il rafforzamento dell’aggregazione anche mediante una visione distrettuale, la promozione, la ricerca, la lotta alle fitopatie e la reciprocità negli scambi commerciali. Tutte azioni condivisibili che necessitano di respiro e risorse».

Articolo pubblicato su Terra e Vita 34

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