Il maltempo non dà tregua e i danni per l’agricoltura superano già i 750 milioni

L'ondata di piena del fiume Piave
Esondazioni, smottamenti, strade interrotte, pubblici servizi sospesi. Dal Veneto alla Sicilia l'ondata di maltempo che sta colpendo la penisola non dà tregua e i danni maggiori si registrano in agricoltura. Regione per regione la mappa dei disagi tracciata da Coldiretti

Esondazioni in Sicilia; pioggia, allagamenti e frane in Veneto. Il maltempo non dà tregua, le situazioni più critiche si registrano oggi in queste regioni ma l’allarme rosso è attivo da giorni in numerose zone d’Italia. I Governatori delle Regioni colpite hanno richiesto l’attivazione dello Stato d’emergenza e il Governo si è dichiarato disponibile a sospendere i pagamenti di mutui e imposte nelle zone colpite.

Conto salato per l'agricoltura

L’agricoltura, come spesso capita, subisce i danni maggiori e le associazioni agricole ne aggiornano il bilancio. Coldiretti stima infatti che, con l’ultima ondata di maltempo di inizio novembre, siano saliti ad oltre 750 milioni di euro i danni provocati alle campagne dagli eventi estremi del 2018 con nubifragi, trombe d’aria, fulmini, bombe d’acqua e grandinate ma anche siccità che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola. Le anomalie climatiche hanno decimato i raccolti, distrutto coltivazioni, abbattuto alberi, scoperchiato stalle e fienili, distrutto serre e allagato le aziende ma anche provocato frane, smottamenti, alluvioni e causato purtroppo anche decine di morti.

Danni causati da una tromba d'aria a Rosignano marittimo (Li) Clicca per aprire la galleria

Impatto del global warming

L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma. «Siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione del clima che – sottolinea Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo ma anche l’arrivo di nuovi insetti alieni particolarmente pericolosi». «Il 2018 – continua la Coldiretti – si è classificato fino ad ora come l’anno più bollente dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,53 gradi rispetto alla media storica nei primi nove mesi dell’anno durante i quali però si sono alternati periodi di intense precipitazioni e momenti di siccità come a settembre in cui è caduta addirittura il 61% di pioggia in meno».

Più del 90% del territorio è a rischio dissesto

Esondazioni e alberi abbattuti dallo Scirocco nel Bellunese

I cambiamenti climatici si abbattono su un territorio già fragile con la presenza in Italia di 7.275 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Un risultato provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi 25 anni – continua la Coldiretti – ha ridotto di ¼ le aree agricole presenti in Italia, a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione che hanno aumento di fatto il rischio idrogeologico. In Italia le calamità naturali che – rileva la Coldiretti – negli ultimi venti anni hanno provocato perdite per 48,8 miliardi di euro secondo dati UNISDR, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di disastri naturali.

Nella top ten dei Paesi più colpiti

Per questo – conclude la Coldiretti – il Belpaese si colloca tra i dieci Paesi più colpiti al mondo per alluvioni, siccità, tempeste, ondate di calore e terremoti che nel periodo considerato a livello planetario hanno ucciso complessivamente 1,3 milioni di persone e provocato perdite economiche per 2507 miliardi di euro, dei quali il 77% per diretta conseguenza dei cambiamenti climatici.


La mappa dei danni per regione

La Sardegna è stata colpita da una tempesta di ghiaccio e vento con l’Oristanese, il Marghine e Alghero che sono le zone maggiormente colpite, con problemi anche nel Sulcis. La grandine ha raso al suolo le campagne della Riviera del Corallo danneggiando ortaggi e olive in piena raccolta, ma gravi danni si registrano su serre e strutture. Una tromba d’aria con grandine si è abbattuta nel Marghine, in particolare nella striscia Sindia, Macomer, Bortigali, alto oristanese e Sinis ma anche nel Sulcis, ed in particolare nei Comuni di Narcao e Masainas con alberi secolari sradicati, stalle scoperchiate, grossi fori nelle coperture, mezzi danneggiati. La pioggia sta rovinando anche le provviste di fieno per l’inverno.

In Liguria nell’Imperiese si è registrata una perdita fino al 50% di olive anche di varietà Taggiasca ormai in fase di raccolta, gravi danni alle coltivazione floricole e difficoltà per gli allevamenti: queste le gravi conseguenze delle bombe d’acqua e del forte vento anche a 120 Km/h, che si sono abbattuti a più riprese su tutto il territorio regionale. Ma grossi problemi si sono avuti anche a molte marinerie con grossi danni alla mitilicoltura.

Oliveti allagati

In Puglia una violenta tromba d’aria in soli 15 minuti si è mossa da Manduria e Martina Franca fino a colpire gran parte della provincia di Brindisi, distruggendo strutture, pergolati e muretti, sradicando anche gli ulivi secolari, in alcuni casi aperti a metà, e spazzando via le olive.

In Lombardia consegne di latte e rifornimenti di foraggio a rischio per una decina di aziende agricole nella Bergamasca dove, a causa della pioggia battente, a Vilminore in Val di Scalve è franata una strada. Sempre nella Bergamasca, in Valle Brembana sul territorio di Oltre il colle si segnalano problemi di erosione alle strade di campagna. Nel Cremonese, infine, osservati speciali i fiumi dal Po fino al Serio che è già esondato nelle scorse ore allagando i campi tra Mozzanica e Sergnano. Occhi puntati anche sull’Oglio, in particolare nella zona di Castelvisconti, e sull’Adda nell’area di Pizzighettone.

Nel bellunese valli ancora isolate da esondazioni e smottamenti

In Veneto nel Bellunese sono isolate intere valli dell’Agordino, del Comelico e forti disagi si registrano anche nell’Alpago. Vicino a Cortina gli agriturismi hanno gli accessi chiusi così come molte aziende agricole con stalle e animali da governare. A Ponte di Piave in provincia di Treviso ci sono vigneti sott’acqua, mentre nel Vicentino esondano i torrenti e gli agricoltori sorvegliano gli argini con la Protezione Civile.

 

Strutture serricole spazzate via dalla furia del vento

Nel Lazio difficoltà in provincia di Latina con centinaia di ettari di colture ortofrutticole sott’acqua con la perdita degli ortaggi per le piogge violente e per una tromba d’aria che ha danneggiato anche le strutture serricole.

In Piemonte trombe d’aria e tempeste di vento hanno provocato danni anche tra le imprese agricole. Scoperchiati capannoni, spazzate serre, in particolare nella zona di Acqui Terme (Alessandria), nell’Astigiano e nel Torinese. Danni segnalati dalla Coldiretti anche alle coltivazioni di mais dove non c’era ancora stato il raccolto.

Fienili e ricoveri scoperchiati e danneggiati in Maremma

In Toscana una tromba d’aria si è abbattuta sulla zona tra Orciano pisano e Rosignano Marittimo scoperchiando un capannone agricolo per il ricovero di mucche e vitelli. Per fortuna gli animali sono stati portati in salvo. Il vento impetuoso non ha risparmiato le abitazioni rurali a Leciaglia e Chiappino nel livornese e i tetti hanno subito pesanti danni con tegole volate via. La tromba d’aria ha creato danni anche nella zona di Santa Luce e Cecina. Serre scoperchiate, coltivazioni compromesse, campi allagati e danni anche nel Massese ed in Lunigiana a causa delle fortissime raffiche di vento e della pioggia. I settori più colpiti sono stati quelle florovivaistico ed orticolo. Disagi secondo la Coldiretti anche nel Grossetano con gli alberi che cadendo sotto i colpi del vento hanno interessato le linee elettriche lasciando Gavorrano e dintorni al buio. Anche la Lunigiana registra danni per frane e smottamenti che hanno isolato alcuni centri abitati.

In Campania problemi nel salernitano al comparto agricolo e in particolare agli impianti serricoli e alle colture invernali. A rischio il cipollotto nocerino appena trapiantato.

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna cascine e stalle scoperchiate, piante cadute, portici e muri crollati nel piacentino dove sono stati i danni del vento a creare i maggiori problemi.

Campi allagati in Sicilia

In Calabria nell’area jonica cosentina sono esondati diversi torrenti allagando campi e serre affogando le piantine orticole appena messe a dimora da poche settimane. In provincia di Reggio Calabria frane e smottamenti hanno isolato strade provinciali e di campagna mentre nell’alto Jonio Crotonese ci sono campi di ortaggi, oliveti e agrumeti totalmente allagati e isolati.

In Sicilia l’ultima ondata di maltempo nella zona di Gangi ha scoperchiato tetti e capannoni che hanno danneggiato diverse auto mentre è a rischio la semina del grano, dell’orzo e del farro nella Piana delle Madonie.

Vigili del Fuoco al lavoro per nel paese friulano di Forni Avoltri, 28 ottobre 2018. ANSA/LUCIANO SOLERO
Tetti scoperchiati nel senese

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