Canapa, debutta il disciplinare per la tracciabilità delle infiorescenze

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    Da destra: Beppe Croce di Federcanapa e Rachele Invernizzi di Southemp in visita in un campo dimostrativo di canapa
    Beppe Croce di Federcanapa annuncia la nascita di un marchio e di un organismo di tutela per i prodotti realizzati con materia prima con un tenore di Thc inferiore allo 0,2%, tassello decisivo per superare le attuali incertezze normative. Nel fine settimana il Forum sulla canapa al Circolo Filologico Milanese di via Clerici. Intanto

    Farine, integratori alimentari, creme per il corpo, farmaci analgesici, vestiti, mattoni, calce, pannolini lavabili, imbottiture per auto e ovviamente infiorescenze. Sono solo alcune delle destinazioni d’uso della canapa, una pianta poliedrica e dalle molteplici proprietà, di cui fino agli anni ’40 del secolo scorso l’Italia è stata il secondo maggior produttore mondiale (quasi 100 mila ettari coltivati), prima che sulla coltura scendesse l’oblio.

    Canapa, in Italia è boom

    Oblio che oggi sta lasciando il posto a un rinnovato entusiasmo, con una crescita esponenziale – e a tratti incontrollata – della coltivazione: in cinque anni si è infatti passati da circa 400 ettari del 2013 ai 4mila seminati quest’anno in Italia, con la Lombardia capofila della ripresa, con un migliaio di realtà produttive coinvolte.
    Proprio a partire da questi numeri – da leggere comunque con prudenza - Federcanapa, l’associazione di imprese ed esperti costituitasi nel 2016 per tutelare gli interessi dei coltivatori e dei primi trasformatori di canapa industriale in Italia, ha organizzato una due giorni (sabato 27 e domenica 28 ottobre, Circolo Filologico Milanese di via Clerici) dedicata alle applicazioni industriali e terapeutiche della canapa con focus specifici sui settori alimentare, zootecnico, cosmetico, farmaceutico, tessile, edile e sui nuovi materiali.

    Un marchio e un organismo di tutela

    Il forum segna anche il debutto del primo disciplinare sulla coltivazione del fiore, documento di fondamentale importanza per la regolamentazione della produzione della canapa, fortemente voluto da Federcanapa, Cia e Confagricoltura per stabilire criteri di qualità nella coltivazione, raccolta e conservazione delle infiorescenze di canapa, delle varietà ammesse nel catalogo europeo delle varietà con Thc inferiore a 0,2%.
    «Il disciplinare – ha dichiarato il presidente di Federcanapa Beppe Croce – impone la tracciabilità in tutte le fasi del processo, dal seme fino alla commercializzazione del prodotto. Tra breve – ha aggiunto – saremo ufficialmente operativi con un marchio e un organismo di tutela, incaricato dei controlli su tutto il territorio italiano. Con questa iniziativa desideriamo indicare agli attori di questi nuovi mercati e alle istituzioni una direzione possibile per la regolamentazione di questo tipo di prodotti, a garanzia del più totale rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. Si tratta ovviamente di un disciplinare volontario, ma il nostro auspicio è che, come avvenuto in altri campi, ad esempio il bio, si parta così per arrivare poi ad una norma».

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    Giuseppe Croce e Rachele Invernizzi

    Il freno dell'incertezza normativa

    Proprio l’incertezza normativa è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo di un mercato remunerativo nazionale e a prospettive concrete di reddito per i produttori. «Sarebbe interesse di tutti sostenere un settore che ha forti potenzialità, a patto che sia in chiaro».
    Tre le richieste di Federcanapa: che sia emanato il decreto sui limiti di Thc nei diversi alimenti a base di canapa; che si stabiliscano regole per l’uso della canapa da fumo, sulla scia di quanto fatto per le sigarette elettroniche; che la canapa industriale a basso tenore di Thc sia inserita nell’elenco delle piante officinali.

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