La bioeconomia sia un business per gli agricoltori, non solo un costo

Carlos Moedas, Commissario Ue alla Ricerca, stringe in mano un fiore di cardo, coltura da cui si ricavano lubrificanti, cosmetici, plastificanti e bioplastiche
Carlos Moedas, Commissario Ue alla Ricerca, lancia un piano da 100 milioni di euro e chiama in causa il ruolo decisivo dell'agricoltura. In Italia però i nuovi limiti fissati per gli idrocarburi contenuti nei fanghi di depurazione destinati a fertilizzare i campi fanno sorgere qualche sospetto sul ruolo che si vorrebbe riservare al comparto primario

Cento milioni di euro e una piattaforma per facilitare gli investimenti. Sono due dei pilastri della nuova strategia Ue per la bioeconomia (la prima risale al 2012) per dare sostegno alla crescita di un settore su cui l'Ue punta per portare occupazione e sviluppo sostenibile, soprattutto nelle aree rurali.

Carlos Moedas e Catia Bastioli, amministratore delegato di NOvamont

«Parliamo - dichiara Carlos Moedas, Commissario Ue alla ricerca e innovazione - di un settore che occupa già l'8% della forza lavoro in Europa  e facciamo riferimento a progetti e persone che possono portare sviluppo e cambiare la vita nelle aree rurali».

Il commissario ha portato come esempio la bioraffineria di Porto Torres in Sardegna, parte di un progetto coordinato da Novamont per la realizzazione di bioprodotti (lubrificanti, cosmetici, plastificanti e bioplastiche) a partire da colture marginali come il cardo.

Il 22 ottobre a Bruxelles si svolgerà una conferenza organizzata dalla Commissione europea per discutere del nuovo piano d'azione.

Carburanti dalle alghe,
fertilizzanti dalle biomasse industriali

L’economia circolare riutilizza le risorse biologiche, così come i rifiuti, come input per l’alimentazione e la produzione industriale e di energia. Secondo la Commissione europea i settori e i sotto-settori che afferiscono alla bioeconomia sono l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, l’alimentare, le bevande, la lavorazione del legno, la produzione di carta, la produzione di biocarburanti e quella parte della chimica che impiega risorse rinnovabili.

La promessa è quella di trasformare le alghe in carburante, riciclare la plastica, produrre mobili e capi di abbigliamento a partire dai rifiuti o ricavare fertilizzanti a base di biomassa dai sottoprodotti industriali. Ha il potenziale di creare 1 milione di nuovi posti di lavoro verde entro il 2030.

Gli agricoltori devono essere considerati partner

«Nel quadro della nuova strategia Ue per la bioeconomia, gli agricoltori dovrebbero essere considerati partner strategici piuttosto che semplici fornitori di materie prime». Lo ribadisce Pekka Pesonen, Segretario generale del Copa e Cogeca. L'organizzazione degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari europee accoglie con favore l'accento posto da Bruxelles sulla necessità di sostenere la formazione nelle aree rurali, ma ricorda che vanno ancora affrontate le "dimensioni concrete", come rendere disponibili strumenti affinché «i settori dell'agricoltura e della silvicoltura possano investire, innovare e beneficiare delle opportunità di business portate dalla bioeconomia senza doverne subire solo i costi».


La polemica sul valore degli idrocarburi
nei fanghi di depurazione

Angelo Bonelli, Federazione Verdi

Il riferimento di Copa Cogeca ai costi nascosti della bioeconomia sembra chiamare in causa direttamente l’Italia, dove ha destato notevole scalpore l’inserimento nel decreto sul ponte Morandi di Genova di una norma (art. 41) che aumenta i limiti di idrocarburi pesanti (da C10 a C40) di 20 volte per quanto riguarda i fanghi di depurazione sia civili che industriali che possono essere sparsi sui suoli agricoli. Una denuncia lanciata da Angelo Bonelli, coordinatore della Federazione nazionale dei Verdi, che nella sua pagina facebook (clicca qui) ha stigmatizzato: «Dal ministro Toninelli attacco senza precedenti all'ambiente».

Danilo Toninelli, ministro dei trasporti e delle infrastrutture

È stato il ministro dell’ambiente Sergio Costa a replicare (clicca qui)

«Nessun codicillo nascosto o occultato: abbiamo inserito l'articolo sui fanghi di depurazione nel decreto Genova perché c'erano le condizioni della decretazione di urgenza.  Quest'estate siamo stati infatti in emergenza, con tonnellate di fanghi accumulate soprattutto nelle regioni del Nord, e abbiamo sfiorato un disastro ambientale per l'accumulo nei depositi di stoccaggio dei fanghi industriali».

Sergio Costa, ministro dell'Ambiente

«Siamo arrivati al Governo – continua- in un momento di grande confusione sotto il profilo giuridico e amministrativo, con una sovrapposizione di sentenze della magistratura e interventi normativi d’urgenza - come la delibera della regione Lombardia, poi annullata dal TAR che, riprendendo un testo dell’ex-ministro Galletti, consentiva un livello di idrocarburi nei fanghi 10 volte superiore a quello contenuto nel decreto (10.000 mg/kg contro 1000).

I valori contenuti nel decreto sono frutto di una mediazione. «Sono consapevole che non sia stata la mediazione migliore, ma quel testo inserito in quel decreto adesso arriva in Parlamento e può essere migliorato, e io ne sarei ben lieto».


 

La nuova strategia del piano Ue

Fa leva su tre punti:

  1. Espandere e rafforzare i biosettori in quanto la bioeconomia ha il potenziale di modernizzare l'economia e le industrie europee, garantendo una prosperità sostenibile e a lungo termine per questo creare:
  • una piattaforma di investimento tematica dedicata alla bioeconomia circolare con una dotazione di 100 milioni di euro, che permetta di avvicinare le bioinnovazioni al mercato e di ridurre il rischio per i privati che investono in soluzioni sostenibili e
  • agevolare lo sviluppo di bioraffinerie sostenibili in tutta Europa.
  1. Introdurre rapidamente le bioeconomie in tutte Europa - gli Stati membri e le regioni, in particolare nell'Europa centrale e orientale, hanno un grande potenziale in termini di biomassa e rifiuti sottoutilizzati. Per sfruttarlo gli obiettivi della Commissione sono: 
  • definire un programma strategico per l'introduzione di sistemi alimentari e agricoli, silvicoltura e bioprodotti sostenibili;
  • istituire un meccanismo di sostegno dell'UE alle politiche in materia di bioeconomia affinché gli Stati membri possano dotarsi di programmi nazionali e regionali in questo settore;
  • avviare azioni pilota per lo sviluppo delle bioeconomie nelle zone rurali, costiere e urbane (ad esempio per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e le pratiche agricole che consentono il sequestro del carbonio).
  1. Proteggere l'ecosistema e comprendere i limiti ecologici della bioeconomia - le sfide del millennio riguardano il cambiamento climatico e il degrado del suolo. Per tutelare il nostro ecosistema, la Commissione si propone di: 
  • introdurre un sistema di monitoraggio a livello dell'Unione per seguire i progressi compiuti verso una bioeconomia circolare e sostenibile;
  • ampliare la base di conoscenze relative a specifici settori della bioeconomia e migliorarne la comprensione attraverso la raccolta di dati, garantendo un miglior accesso agli stessi grazie al Centro di conoscenze per la bioeconomia;
  • fornire orientamenti e promuovere buone pratiche per operare nell'ambito della bioeconomia entro limiti ecologici sicuri.

 

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