Al via un Macfrut da record

Il taglio del nastro del Macfrut 2018
Numeri significativi per la rassegna riminese: 1.100 espositori, 1.500 buyer internazionali, 55mila metri quadrati. Nell'edizione 2018 il Paese partner è la Colombia. Anche Edagricole protagonista: il 10 maggio convegno dedicato a "Radicchi - referenza moderna" e l'11 maggio spazio a un incontro ad hoc incentrato su "Orticoltura di precisione - l'ultima frontiera"

È partito a Rimini il Macfrut dei grandi numeri e della visione internazionale. Del resto, come ricorda il presidente di Cesena Fiera, Renzo Piraccini, «il settore ortofrutticolo italiano si merita una grande fiera, perché il futuro della filiera passa da un aumento dell’export sui mercati mondiali. Più che un’opzione è una necessità».
Il taglio del nastro della 35esima edizione, la quarta nei padiglioni fieristici di Italian Exhibition Group a Rimini, è avvenuto alla presenza dei sindaci di Cesena e Rimini, Paolo Lucchi e Andrea Gnassi, dell’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, del Ministro all’Agricoltura della Colombia Juan Guillermo Zuluaga Cardona, del primo vicepresidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro, di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e dell'assessore all'agricoltura dell'Emilia-Romagna, Simona Caselli.
«Ci siamo ormai abituati a questo gemellaggio positivo tra Cesena e Rimini – ha esordito il sindaco di Cesena Lucchi – che ci ha portato attraverso il Macfrut in questa splendida struttura fieristica a rappresentare l'ortofrutta del territorio, dell'Emilia-Romagna e del Paese. Macfrut, una fiera dai grandi numeri, è il palcoscenico migliore per proporre l'agricoltura italiana. Una fiera che mette in campo la capacità di innovazione e di ripresa del nostro Paese e la voglia, attraverso un pezzo fondamentale della nostra economia, di rapportarci in maniera positiva con il resto del mondo”.
Il sindaco di Rimini Gnassi ha ricordato la crescita vertiginosa connessa al trasferimento della manifestazione: «Sono passati solo quattro anni e la volontà di mettere in campo delle sinergie ha dato questi risultati: 1.100 espositori, 1500 buyer internazionali, 55mila metri quadrati che l'Italia offre con l'ortofrutta al mondo. Solo con questa visione i campanili italiani possono fare la differenza. Il presidente della Regione Bonaccini non solo ci ha sempre incalzato verso questa direzione, ma ci ha sostenuto nell'internazionalizzazione dell'ortofrutta, del turismo e degli altri settori economici».
La straordinaria crescita di Macfrut è stata ripresa nel suo intervento dal presidente di Cesena Fiera Piraccini: «Cresce, sia dal punto di vista quantitativo, il 10% in più di superficie espositiva rispetto allo scorso anno, il 100% in più in quattro edizioni, ma soprattutto dal punto di vista qualitativo».
Il paese partner di Macfrut per quest’anno è la Colombia: «Si tratta di uno dei più importanti produttori di ortofrutta dell’America Latina – ha sottolineato Piraccini – con un settore ortofrutticolo in forte sviluppo. La Colombia necessita di tecnologie e packaging per elevare i propri standard produttivi e accrescere la competitività delle proprie esportazioni. Ma è anche un importante mercato per le nostre esportazioni, tecnologie e frutta. Siamo sicuri che la collaborazione trai nostri due paesi nel settore ortofrutticolo sia destinata a svilupparsi».
L’altro ospite d’onore della manifestazione è la Regione Veneto: «Si tratta di una regione che da sempre rappresenta uno dei cardini del sistema ortofrutticolo italiano e il prodotto che meglio lo rappresenta è il radicchio, quest’anno simbolo della fiera. Un grande esempio di valorizzazione: da prodotto povero ad eccellenza della gastronomia italiana. Un esempio virtuoso, per l’intero settore».
L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan ha rimarcato i punti di forza della sua terra: «Siamo primi in molti comparti industriali, manifatturieri e tecnologici, ma eccelliamo anche in molte filiere. Abbiamo circa 70mila imprese agricole attive con un prodotto lordo vendibile di 6 miliardi di euro, e quasi 5mila industrie agroalimentari con altri 6 miliardi di Plv. Contiamo 11700 imprese nel mondo dell’ortofrutta con 40mila ettari presenti nelle produzioni. Almeno un terzo del nostro Prodotto lordo vendibile ruota attorno al settore primario. Il radicchio è il nostro “fiore d’inverno” con 7600 ettari di produzione».
Grandi speranze sono venute dalla Colombia, per voce del suo ministro all'agricoltura Juan Guillermo Zuluaga Cardona. Dopo essere stata nominata dalla Fao una dispensa agricola del mondo il ministro ha ribadito l'importanza dell'agricoltura nello sviluppo del Paese. «Guerra, paura terrore devono lasciar posto a una nuova Colombia - ha detto il Ministro - dove l'agricoltura può essere veramente il settore trainante. I nostri prodotti, che non sono solo caffè e banane, vengono esportati in molti Paesi del mondo. Nell'ultimo anno l'export ha avuto un aumento a due cifre e l'Unione Europea per noi è un socio fondamentale. Siamo contentissimi di essere stati selezionati come Paese partner al Macfrut - conclude Cardona - perché, grazie al numero di buyers e di visitatori, è uno scenario davvero interessante. Siamo presenti con 25 produttori di diverse regioni e un'immensa varietà di frutta».
Un accorato appello a un'Europa unita e forte è venuto da Paolo De Castro, primo vice presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, in un momento in cui, dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, la Commissione Europea ha annunciato la riduzione del 5% al budget agricolo. «Dobbiamo difendere le politiche agricole - ha detto De Castro - Abbiamo appena celebrato il successo della riforma Omnibus della Pac che ha dato più forza alle organizzazioni degli agricoltori senza doversi continuamente preoccupare degli antitrust, ora dobbiamo continuare su questa linea. C'è bisogno di organizzazione in Europa, di fare un lavoro di squadra. Complimenti vivissimi anche al sistema Italia che nel 2017 ha superato i 5 miliardi di export nel settore dell'ortofrutta».
«L’agricoltura e più in generale l’agroalimentare - ha sottolineato Stefano Bonaccini - sono settori chiave in grado di dare una spinta determinante alla crescita economica e occupazionale in Emilia-Romagna. Lo attestano i dati preliminari del 2017, che registrano un valore della produzione agricola che supera i 4,8 miliardi di euro (+6,7%) e circa 6,3 miliardi di export agroalimentare (+5), con il solo settore ortofrutticolo che, nella nostra regione, impiega complessivamente oltre 200mila persone. Siamo determinati a difendere i fondi europei, leve fondamentali per favorire la crescita e l’innovazione. A breve invieremo a Bruxelles un dossier con le nostre proposte e raccomandazioni che abbiamo condiviso con altre Regioni europee, la cui voce deve poter contare in ambito comunitario, soprattutto se si tratta di Regioni, come l’Emilia-Romagna, che hanno dimostrato di essere virtuose e sapere usare al meglio i fondi europei”.

 

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