La contabilità del cassetto è pericolosa

contabilità del cassetto
Angelo Frascarelli
Fare impresa non è come giocare al "superenalotto": non si va per tentativi sperando di trovare la coltura giusta. La tenuta del bilancio, anche se in agricoltura non è obbligatoria, consente invece agli imprenditori di tenere sotto controllo gli aspetti patrimoniali e finanziari e di monitorare le performance di redditività. Un'opzione a cui non si può rinunciare in un'epoca come questa, di grande competitività e selezione

Molti agricoltori provano repulsione nel fare i conti economici. Eppure l’agricoltore è un imprenditore; anche se lavora da solo nella sua impresa, è colui che organizza i fattori della produzione, effettua le scelte e si assume il rischio di impresa.

Come fa l’imprenditore a fare scelte corrette senza un efficace sguardo ai conti economici?

Molti agricoltori dedicano tanto tempo al lavoro nei campi o negli allevamenti, ma non conoscono la redditività delle loro attività aziendali e del loro lavoro. O meglio, fanno la contabilità del cassetto: vedono quanti soldi sono rimasti nel cassetto (o nel conto corrente) alla fine dell’anno.

La contabilità del cassetto è pericolosissima, soprattutto per gli imprenditori che investono. Ho visto molti agricoltori che hanno fatto investimenti con la contabilità del cassetto e sono andati in crisi di reddito e di liquidità, hanno depauperato il loro patrimonio. Senza un’attenzione alle scelte, l’impresa può divorare il capitale anziché crearlo.

La maggior parte degli agricoltori italiani – ancora oggi – non possiede dati adeguati per misurare la redditività.

Osservo che spesso molti agricoltori producono come se giocassero al “superenalotto”: vanno a tentativi, sperando nella sorte. L’esenzione dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili in agricoltura accentua questa situazione. Le imprese di tutti i settori produttivi hanno un proprio commercialista di fiducia.

In agricoltura non è così!

Ogni agricoltore ha la necessità di avere un bilancio: è lo strumento con cui l’imprenditore mette al corrente tutti gli interessati (banche, fornitori, ecc), compreso se stesso, della gestione della propria impresa; consente la ricognizione degli aspetti patrimoniali e finanziari, di calcolare la differenza tra attività e passività, di ponderare gli investimenti. Eppure - si dirà - tante aziende agricole vanno avanti da 50 anni senza avere un bilancio e con la contabilità del cassetto.

È vero! Ma oggi i mutamenti della tecnologia, dei mercati e dei consumi sono velocissimi e, se vogliamo continuare a fare gli agricoltori, è necessario trovare strategie di successo e conoscere i conti. Che fare?

In primo luogo, occorre definire le proprie strategie aziendali: cosa succederà nei prossimi anni? cosa fanno i migliori imprenditori? dove siamo e cosa possiamo fare noi? quali clienti vogliamo servire? la finanza ci assiste? se no, come dobbiamo agire?

In secondo luogo, occorre un’attenta valutazione economica della situazione aziendale: quanto mi costa la coltura? quanto una tonnellata di prodotto? a quanto ammontano i miei costi fissi e variabili?

I conti vanno fatti sulla media di cinque anni, non su uno-due anni, con uno sguardo al futuro. Se, i conti economici sono negativi, occorre cambiare strategia aziendale. Esistono alternative, bisogna cercarle, imitando gli agricoltori più innovativi; in alcuni casi bisogna anche decidere di smettere.

Il futuro passa attraverso la lettura attenta della realtà. È un periodo di grande selezione; molti si troveranno in difficoltà, ma le imprese, quelle vere, troveranno il modo di evolvere i processi produttivi e gestire il mercato.

Bisogna misurare la redditività aziendale complessiva e di ogni attività aziendale (colture, allevamenti, attività connesse) e soprattutto misurare la redditività del proprio lavoro. Spesso gli agricoltori commettono l’errore di non considerare la remunerazione del proprio lavoro. Invece ogni agricoltore deve stabilire quanto vale il proprio lavoro in azienda; pagare se stesso prima di tutto!

Editoriale a  Terra e Vita 5

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