Indagine Crea, il mercato fondiario si muove ma a diverse velocità

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Nel 2017, secondo l'indagine annuale del Crea, il costo dei terreni agricoli si è attestato in Italia sui 20mila euro ad ettaro, in leggera ripresa rispetto a quello dello scorso anno, ma sono rimbalzati i valori degli affitti negli ultimi 7 anni

Qualche segno positivo c’è, anche se per ora si esclude una vera e propria ripresa del mercato fondiario. Nel 2017 il prezzo medio dei terreni agricoli si è attestato in Italia sui 20mila euro per ettaro, quindi in leggera ripresa rispetto a quello dello scorso anno, ma sempre più elevato rispetto alla media europea (anche se più basso rispetto al Nord-Europa). E’ quanto emerge dall’indagine annuale curata dal Centro Politiche e bioeconomie del Crea relativamente allo scorso anno.

I terreni costano più di 40mila euro l'ettaro al Nord

Risultano in crescita del 2% le compravendite che pur essendo lontane anni luce dai prezzi di oltre 10 anni fa,  rientrano in un trend favorevole che dura già da un paio di anni.  Gli investimenti sembrano riprendersi come dimostrano anche i volumi del credito che, secondo la Banca d’Italia, risulta in crescita del 2% per il quarto anno consecutivo con erogazioni complessivamente superiori ai 500 milioni di euro.

Il valore medio nazionale delle compravendite nasconde comunque  una forte differenziazione tra il Nord (trainato dal Nord-Est) che si posiziona stabilmente sopra i 40mila euro l’ettaro e un Mezzogiorno con prezzi molto più bassi compresi tra gli 8 e i 13mila euro l’ettaro.

Rimbalzano del 18% le superfici in affitto in 7 anni

Per quanto riguarda gli affitti dei terreni, in base ai dati dell’indagine 2016, in Italia si calcolano  circa 5,7 milioni di ettari di superfici locate, pari a circa la metà della Sau totale (46%). Continua il trend di crescita degli affitti che servono per migliorare le economie dei scala delle aziende agricole e si registra un progresso di oltre 860mila ettari (+18%) rispetto al 2010.

Si affitta di più nelle regioni meridionali e quelle del nord-est che mostrano gli incrementi maggiori (+21%), seguite da quelle centrali (+18%) e da quelle del nord-ovest (+9%), sebbene in quest’ultime regioni il livello di superficie in affitto risulti già abbastanza elevato (63% della Sau totale).

 

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