La Cia all’assemblea nazionale lancia il progetto di manutenzione infrastrutturale

manutenzione infrastrutturale
Dino Scanavino
Senza interventi a rischio l’80% dei comuni e 150mila imprese agricole. Territorio, infrastrutture e innovazione: i tre asset su cui investire risorse e costruire politiche di sviluppo

Oltre 20 miliardi di euro: questo è il bilancio economico che l’Italia ha pagato negli ultimi dieci anni per via del maltempo, calamità naturali, dissesto idrogeologico e fauna selvatica. Ad oggi, quasi 7.000 comuni e 150.000 imprese agricole sono esposti a rischi ambientali. L’incuria e la cementificazione senza regole continua a bruciare 14 ettari di terreno coltivabile al giorno e più di 6 milioni di cittadini risiedono in aree soggette a frane e alluvioni. Questi i dati allarmanti che hanno spinto Cia-Agricoltori Italiani a lanciare un progetto di manutenzione infrastrutturale del territorio nazionale. Un vero e proprio Ordine del giorno (clicca qui per accedere al documento) in cinque mosse presentato in occasione dell’Assemblea nazionale, svoltasi a Roma il 29 novembre all’Auditorium Conciliazione.

L'Agricoltura al centro

Nel piano infrastrutturale lanciato dalla Cia l’agricoltura e gli agricoltori sono al centro della manutenzione delle aree rurali critiche del Paese, in cui abitano circa 10 milioni di persone.

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Dino Scanavino

«Dobbiamo puntare sulla centralità dell’agricoltura. Un cambio di rotta è possibile – ha affermato Dino Scanavino, presidente nazionale Cia -. Serve mettere in atto un intervento straordinario di tutela, manutenzione e gestione sostenibile del Paese, recuperando gli enormi ritardi infrastrutturali».

L’obiettivo finale, di quello che è stato definito dal Presidente un “atto storico per il Paese”, è la costruzione di un grande piano agro-industriale che potrebbe creare fino a 100 mila nuovi posti di lavoro generando Pil e ricchezza.

«La parola d’ordine deve essere prevenzione, non più emergenza - ha spiegato Scanavino - basta azioni spot nate a seguito dell’ultima tragedia. Nel nostro progetto, che vogliamo sottoporre da oggi a Istituzioni nazionali e locali, ci sono le linee guida per un reale cambio di marcia. Serve una nuova, moderna, lungimirante gestione del territorio».

Il piano di manutenzione in punti

Tra i punti principali del piano promosso dalla Cia, l’immediata messa in sicurezza dei territori più a rischio seguita da un’attenta programmazione per il futuro, che ha ribadito Scanavino: «Deve partire dalle aree interne». Le reali politiche di governance del territorio: dallo sviluppo di verde urbano e bioedilizia alla valorizzazione del presidio degli agricoltori, lavorando per contrastare il consumo di suolo, l’abbandono e lo spopolamento delle aree rurali e marginali, salvaguardando il patrimonio boschivo. Occorre, quindi, favorire reti d’impresa territoriali, mettendo in sinergia agricoltura, commercio, logistica, turismo, enti locali e cittadini, in «Un’ottica di sistema integrato su misura», ha incalzato il Presidente. Sulla questione relativa alla fauna selvatica Scanavino ha sottolineato: «Non è più rinviabile un nuovo e più efficace piano di intervento, che superi la normativa vigente». Infine, il tema delle risorse della nuova Pac che potrebbero concorrere al rilancio delle comunità e delle economie locali, mettendo assieme fondi strutturali Ue, misure di sostegno, incentivi e programmi di infrastrutturazione del territorio.

«Questo è il contributo degli Agricoltori Italiani per il Paese che vogliamo - ha detto Scanavino -. Territorio, infrastrutture e innovazione sono i tre asset su cui investire risorse e costruire politiche di sviluppo, da subito, mettendo in rete governo, regioni, comuni ed enti locali, con le altre risorse socio-economiche dei territori, valorizzando il ruolo essenziale dell’agricoltura. Dobbiamo abbandonare il concetto di filiera troppo riduttivo – ha concluso il Presidente – ed entrare nella logica di una alleanza di sistema che coinvolga tutti senza escludere nessuno».

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Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, presente ai lavori dell’assemblea ha detto: «Siamo ad un passaggio storico per l’economia italiana, che chiede un nuovo modello di sviluppo e, dentro questo modello, la terra, l’agricoltura, i territori, devono diventarne i pilastri fondamentali. Gli agricoltori sono quella parte del Paese che può salvare l’Italia. Senza di voi che avete resistito – ha concluso Zingaretti -, l’Italia sarebbe stata più fragile».

 

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Gian Marco Centinaio

Gian Marco Centinaio, ministro del Mipaaft, tornando sul tema dei danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica ha promesso che chiederà tempestivamente un tavolo con Ispra, Regioni e Ministeri.

Sulle calamità naturali, il Ministro ha dichiarato «Avevamo già lanciato un piano sulle strutture irrigue mettendo a disposizione 1 miliardo di euro. Vogliamo lavorare sulla prevenzione».

Sulla Xylella: «Sono felice perché ieri il Cipe ha stanziato 30 milioni di euro per il 2018 e 70 milioni per il 2019. La settimana prossima presenteremo una serie di interventi tecnici per contrastare in modo risolutivo il problema. Stiamo dando una risposta ai produttori della Puglia e anche alla Commissione europea».

Il Ministro ha poi ribadito che «Uno dei problemi da rimettere sul tavolo è il rapporto tra l’agricoltura e la Gdo: gli agricoltori non possono continuare ad essere sottopagati». Infine, riprendendo il tema dell’assemblea “Il Paese che vogliamo”, Centinaio ha concluso: «Voglio un Paese in cui agricoltura e turismo possano essere considerati il motore trainante».

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