L’agricoltura veneta punta all’imprenditorialità

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Giuseppe Pan, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Veneto
Il Veneto è la prima regione italiana nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale. Giuseppe Pan, traccia un bilancio del suo assessorato e degli obiettivi prioritari per i prossimi anni.

Da circa due anni e mezzo, Giuseppe Pan è Assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Veneto.

Assessore Pan, può fare un bilancio del suo assessorato? «Per il settore agricolo, il programma della Giunta regionale si pone in prosecuzione e rafforzamento delle attività della precedente legislatura. Le linee principali sono state definite con il Psr 2014-2020 a cui siamo chiamati a dare attuazione, pur a fronte di non trascurabili difficoltà finanziarie conseguenti al quadro di riferimento nazionale. In linea più generale, intendiamo promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, sostenere l’innovazione e la competitività delle aziende venete, favorire la compatibilità ambientale tra agricoltura ed ecosistemi. Ma anche contrastare le contraffazioni e tutelare i consumatori. Lo stato di avanzamento di spesa del Psr è al 30%, rispetto ad una media nazionale del 12. Questo rende il Veneto la prima regione italiana nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale. In due anni e mezzo abbiamo già impegnato i 2/3 delle risorse a disposizione. Un altro importante obiettivo raggiunto è la costituzione della nuova Doc del Pinot Grigio “delle Venezie” che interessa oltre al Veneto, anche Friuli Venezia Giulia e Trentino: la più grande Doc nazionale. Nell’ultimo anno è stato riorganizzato l’ente strumentale Veneto Agricoltura che ha completato il percorso di trasformazione in Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario».

Cosa rappresenta l’agricoltura nell’economia veneta e nazionale? «L’agricoltura contribuisce al Pil regionale per circa il 3%; ma la percentuale sale a circa il 15% se si considera l’apporto dell’intero settore agroalimentare. La produzione lorda vendibile del Veneto vale circa il 10% della produzione nazionale, e non bisogna dimenticare che per alcuni settori (come carne bovina e vino.) siamo leader a livello nazionale».

Quali sono le emergenze prioritarie regionali e quali gli obiettivi? «L’agricoltura veneta – pur nelle difficoltà quotidiane, dovute alla stagnazione economica, alla volatilità dei prezzi, al calo dell’occupazione, ai cambiamenti climatici, al ridotto accesso al credito, alle esigenze di ricambio generazionale – ha evidenziato negli ultimi anni trasformazioni significative, con una progressiva scomparsa delle imprese piccole e non competitive, con l’ingresso di aziende dallo stampo imprenditoriale e specializzato che garantiscono redditività migliori, con un ritorno dei giovani nel settore e con la specializzazione in prodotti di qualità apprezzati in tutto il mondo. Circa le emergenze prioritarie, va considerato che il Veneto, essendo regione leader a livello nazionale nel settore zootecnico risente in maniera sensibile delle sofferenze di mercato di questi anni e, nel caso del latte, della liberalizzazione della produzione. Si tratta di crisi strutturali che devono essere affrontate con un insieme di misure coordinate a livello nazionale e sinergiche. La Regione non può sostenere direttamente le singole produzioni, se non all’interno del quadro di riferimento normativo europeo, ma può definire il quadro normativo che consenta ai produttori di etichettare il proprio prodotto rendendolo riconoscibile e garantendone la provenienza e, quindi, la genuinità».

 

Psr Veneto 2014-2020

1.169 milioni di € di importo totale

720 milioni € aiuti concessi col Psr

341 milioni € liquidati tramite il Psr

59 bandi attivati

25.000 domande finanziate tramite Psr

5,7 miliardi € valore agroalimentare veneto nel 2016 (+0,3% sul 2015)

3% del Pil regionale è agricoltura

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