Nel porto di Pozzallo bloccato grano duro kazako in pessime condizioni

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«Terremo alta l’attenzione e saremo intransigenti verso i tentativi di far sbarcare in Sicilia prodotti pericolosi per la salute e che danneggiano le produzioni regionali» ha affermato l'assessore Bandiera.

Un carico di 5mila tonnellate di grano duro prodotto in Kazakistan e partito da Novorossijsk, il principale porto russo sul mar Nero, è stato bloccato nei giorni scorsi nel porto di Pozzallo (Rg). La merce presentava vistose ed estese chiazze di muffa e umido e quindi non avrebbe potuto essere destinata all’alimentazione umana. La Sanità marittima ha adottato un provvedimento di respingimento del carico, mentre il Corpo forestale e gli ispettori fitosanitari hanno eseguito il prelievo di campioni che sono stati trasmessi all'Istituto Zooprofilattico di Palermo per le analisi chimico-fisiche di rito, negando al contempo la certificazione fitosanitaria.

Per una quindicina di giorni la nave che lo trasportava era rimasta fuori dal bacino del porto dichiarando che c’era un guasto tecnico. Probabilmente il vettore, consapevole delle pessime condizioni in cui si presentava il prodotto aspettava il momento adatto per attraccare e sdoganare il carico senza tanto clamore. Nella speranza che prima o poi gli ispettori del Corpo Forestale della Regione, della Sanità Marittima e del Servizio Fitosanitario regionale che, su sollecitazione dell'Assessore per l’Agricoltura Edgardo Bandiera, ormai da settimane presidiano i principali porti di attracco dei prodotti agroalimentari collaborando attivamente con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, si stancassero di aspettare quel carico di grano duro kazako, valore di oltre un milione di euro, che a quanto pare era atteso da un molino del Modicano.

«Tolleranza zero - ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci - con chi pensa di continuare a introdurre in Sicilia merce non in regola con le norme sanitarie, specie se si tratta di prodotti destinati all’alimentazione. Con l'assessore Bandiera abbiamo intensificato i controlli e ringrazio le guardie forestali regionali e gli ispettori fitosanitari per l'impegno profuso».

Dichiara a Terra e Vita l’assessore Bandiera: «Terremo alta l’attenzione e saremo intransigenti verso i tentativi di far sbarcare in Sicilia prodotti pericolosi per la salute e che danneggiano le produzioni regionali. Il blocco del grano duro kazako arrivato in pessime condizioni segue un altro provvedimento preso nel porto di Messina dove era sbarcato nelle scorse settimane un carico di arance rosse a marchio Dop provenienti dalla Calabria».

Immediate le reazioni delle organizzazioni professionali agricole. Per Coldiretti Sicilia le «azioni come quella dell’Assessore regionale all’Agricoltura sono indispensabili per salvaguardare la produzione della Sicilia che è tra le regioni leader in Italia per un prodotto che negli anni è stato massacrato dall’import di merce a basso prezzo e di qualità scadente» per l’uso di glifosate in pre-raccolta o/e per alti valori di micotossine.

Il blitz al porto di Pozzallo, secondo Confagricoltura Sicilia, ha confermato le ripetute denunce circa la commercializzazione di prodotti di dubbia provenienza e il più delle volte spacciati come nazionali o comunitari. Il pericolo maggiore per i consumatori è quello di acquistare derrate che non rispettano le ferree regole dettate dall’Unione europea in materia di sicurezza alimentare. «Mi auguro - ha sottolineato Ettore Pottino, presidente dell’organizzazione agricola siciliana - che i controlli possa intensificarsi ed estendersi a tutte le strutture che operano nell’ambito della filiera, anche in quelle della trasformazione. Nel dare atto al nuovo governo regionale di avere attivato questa forma di controlli mirati, visti i primi risultati, rimane comunque il rammarico per il fatto che l’azione siano stata avviata dopo che per lungo tempo le richieste formulate in questa direzione da tutto il mondo agricolo sono state disattese».

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