Origine in etichetta, via a una nuova consultazione pubblica

Ismea, per conto del Ministero, lancia al Salone del Gusto di Torino l’iniziativa che misurerà l’importanza data dai cittadini alle indicazioni sul 100% made in Italy introdotte in particolare per la pasta, il latte, il riso e i pomodori trasformati. Si punta a raggiungere le adesioni registrate tre anni fa per dare più forza alle politiche commerciali nazionali

La prima consultazione pubblica sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari si era svolta nel 2015 e aveva coinvolto 26.500 cittadini delle varie categorie dei soggetti interessati alla filiera.

I risultati della consultazione sono stati tenuti in conto per i successivi indirizzi politici in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentari con particolare riferimento alle indicazioni sull’origine e delle materie prime e sul luogo ove avviene l’ultima trasformazione di tali prodotti.

Tempo fino a fine novembre

In occasione del Salone del Gusto di Torino è stata lanciata la seconda consultazione curata da Ismea per conto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del Turismo. La consultazione, a cui si può partecipare compilando il questionario predisposto dall’Ismea e reperibile nel sito dell’Istituto medesimo, rimarrà aperta fino al 30 novembre 2018 e successivamente si procederà alla elaborazione delle risposte pervenute e alla presentazione dei risultati.

La prima consultazione del 2015 aveva posto in evidenza come i consumatori, in gran maggioranza, desiderassero avere informazioni precise sull’origine e la provenienza dei prodotti alimentari e tali indicazioni sono state tenute in conto dal Mipaaft che ha successivamente emanato i provvedimenti corrispondenti. In particolare è stata resa  obbligatoria l’indicazione dell’origine per il latte e prodotti lattieri, per il riso, la pasta e i pomodori trasformati.

Un interesse che matura

Con questa seconda consultazione pubblica si ritorna in maniera più dettagliata sulle indicazioni di origine per valutare il grado di importanza che i cittadini danno a tali indicazioni per ciascuna categoria di prodotto.

In particolare domande sondano l'opinione dei consumatori sul tema dell'origine della materia prima e dell'indicazione in etichetta del luogo di trasformazione per valutare, a distanza di tre anni dalla prima consultazione, quanto sia maturato l'interesse dell'opinione pubblica italiana sulla trasparenza di queste informazioni.

La consultazione pubblica è parte integrante di un progetto più ampio che mira a valutare l'impatto delle recenti norme nazionali sull'etichettatura, in particolare dei derivati dei cereali e dei prodotti lattiero-caseari, in sperimentazione sino alla prossima entrata in vigore del Regolamento Comunitario che disciplinerà la materia in tutti gli Stati membri.


Gallinella (M5S): «I cittadini facciano sentire la loro voce»

Filippo Gallinella

«Una chiara etichettatura che indichi l'origine dei prodotti alimentari è fondamentale per la corretta informazione di tutti i consumatori; sapere da quale paese arriva un prodotto significa sapere quali standard di qualita' sono stati adottati; per questo abbiamo depositato una proposta di legge sul tema e per questo siamo contenti che l'Ismea, l'istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, abbia lanciato una consultazione pubblica che dà la parola ai cittadini». È quanto afferma il presidente della commissione agricoltura alla camera Filippo Gallinella. «Speriamo che siano tanti i cittadini che aderiranno alla chiamata dell'Ismea per fare sentire la loro voce sull'importanza dell'indicazione dell'origine dei prodotti alimentari e della materia prima agricola utilizzata nella loro preparazione; siamo certi che le risultanze della consultazione pubblica confermeranno lo spirito della nostra proposta di legge, che mette al centro la tutela della salute dei cittadini e qualità delle nostre produzioni agroalimentari, perchè oltre al luogo dove viene trasformato e confezionato il prodotto, dovrà essere specificato anche il paese di provenienza delle singole materie prime». Secondo l’esponente pentastellato «questa è la strada che anche la politica europea deve tenere: lavorare per un'evoluzione della normativa comunitaria lasciando da parte inutili campanilismi: proprio quello che sta facendo il governo del cambiamento».

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