Pastori sardi incavolati neri: «mancava la controparte!»

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Trattative sul prezzo inchiodate mentre le proteste degli allevatori si allargano dalla Sardegna anche a Calabria e Sicilia
Il tavolo di filiera indetto dal ministro Centinaio al Mipaaft è stato disertato da Federdistribuzione, Consorzi di tutela e Federalimentare. Gianuario Falchi, uno dei leader del movimento: «Io il mio tempo lo metto a disposizione e loro non vengono! Se ci saranno nuove proteste se ne faranno carico!». Impossibile parlare di prezzo, ma il ministro ha portato a casa qualche risultato: un piano da 50 milioni per strutturare la filiera e la nomina del Prefetto di Sassari Giuseppe Marani Commissario della filiera del latte ovino.

«Senza la controparte il vertice come poteva andare? Siamo incavolati: il mio tempo lo metto a disposizione così, poi loro non vengono e fanno come gli pare. Non sono per niente soddisfatto». Lo ha detto all'Ansa Gianuario Falchi, uno dei rappresentanti dei pastori sardi, al termine del tavolo di filiera convocato a Roma al ministero delle Politiche agricole. Ci saranno nuove e più forti proteste? «Non lo so - risponde l'allevatore - e chi non si è presentato se ne farà carico. Io ho fatto il mio dovere e sono venuto qui a Roma. Spero solo che già domani si possa parlare della griglia per il prezzo latte dal prefetto a Sassari, perché la questione deve essere discussa nell'immediato».

Publiée par Acrase Maria Lai sur Jeudi 21 février 2019

I passi avanti

«Alcuni passi avanti ci sono stati e sono stati messi per iscritto - prosegue Falchi - innanzitutto sono stati affidati al prefetto di Sassari i compiti di analisi e sorveglianza del monitoraggio delle attività di filiera. Ed è stato firmato il decreto ministeriale che proroga l'atto programmatorio relativo al pecorino romano, con la scadenza posticipata al 31 luglio 2019».
Poi «il presidente del Consiglio Conte ha autorizzato l'atto di emanazione di un decreto legge per affrontare le emergenze agricole», quindi il «contributo dello Stato agli interessi sui mutui, la definizione di misure di monitoraggio per assicurare il rispetto delle quote e la previsione del registro telematico del latte ovino. Ci è stato infine confermato l'impegno della Gdo per avviare una campagna straordinaria per il sostegno al pecorino sardo a decorrere dal 23 febbraio e la disponibilità per un incontro a Roma».

Tavolo con importanti defezioni

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Il ministro Centinaio durante il tevolo di filiera di oggi: «in arrivo Dl per aiuti su mutui e rispetto quote»

L’obiettivo del tavolo di filiera allestito oggi in via XX Settembre presso il Mipaaft era però ben più ambizioso: garantire un equo compenso ai pastori sardi, definire le misure di sostegno al comparto, e al contempo garantire la sostenibilità, economica e sociale, della produzione di qualità del Pecorino sardo.
Dopo le dimissioni del presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Salvatore Palitta, e dopo il fruttuoso incontro nei giorni scorsi a Bruxelles tra il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio con il Commissario all'Agricoltura Phil Hogan, si puntava a raggiungere una intesa tra i pastori sardi che chiedono reddito e copertura dei costi di produzione con 80 centesimi al litro per il latte ovino e l'industria di trasformazione del settore lattiero-caseario che si è fermata all’offerta di 72 centesimi.

Facciamo l'appello

L’appello ha trovato come presenti al tavolo assieme al ministro Centinaio: Coldiretti e il coordinamento Agrinsieme, (pronti a discutere sul «futuro di 12mila allevamenti sul territorio sardo con un patrimonio zootecnico di 2,6 milioni di pecore che producono quasi 3 milioni di quintali di latte»); i sottosegretari alle Politiche agricole Alessandra Pesce e Franco Manzato, nonché il direttore generale di Assolatte Massimo Forino.

Per Assolatte la trattativa era già chiusa

Assenti invece: FederDistribuzione, rappresentante della Gdo, tutti i Consorzi di tutela del Pecorino (sia Fiore Sardo, Pecorino Romano, Pecorino Sardo) e neanche FederAlimentare, mentre Assolatte: «Siamo qui solo per rispetto istituzionale - ha detto Forino - per noi la trattativa è già finita, con un incontro durissimo che si è svolto nei giorni scorsi a Cagliari dove gli industriali, con un grande senso di responsabilità, hanno fatto un ulteriore sforzo e hanno proposto un acconto che è del 20% superiore alla proposta iniziale. Questo nostro sforzo - ha sottolineato - corrisponde a 25 milioni in più di costo industriale, senza alcuna garanzia di ritorni dell'investimento». «Avevamo chiesto lo stop immediato delle agitazioni e invece le proteste continuano. Oggi siamo venuti qui per parlare di interventi strutturali e di tempi e misure che in futuro potranno limitare le oscillazioni sul mercato».

protesta latteCiononostante il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ha rilanciato: «Voglio investire importanti risorse per ristrutturare la filiera ed evitare di tornare ad avere tra qualche anno di nuovo un problema di prezzo. Del resto - ha osservato - se oggi dobbiamo parlare di prezzo, non saprei con chi farlo!».
«Siamo disponibili a parlare di tutto – ha ribadito Forino -, ma non di prezzo, che viene definito dalle singole aziende. Noi abbiamo parlato sempre di acconto». «Non ci stiamo – hanno replicato i pastori - a far passare voi per vittime. La parte debole della crisi siamo noi».


I passi avanti

  • Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha nominato il Prefetto di Sassari Giuseppe Marani Commissario della filiera del latte ovino.
  • Il ministro delle Politiche Agricole sta lavorando a un decreto legge per i fondi a disposizione, circa 50 milioni di euro, e per l'istituzione del Registro telematico che determinerà maggiore chiarezza sul latte ovino.
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    Uno striscione di solidarietà con i pastori sardi esposto all'esterno del Viminale

    Gli eurodeputati italiani di differenti gruppi politici hanno presentato due distinte interrogazioni alla Commissione europea dopo le proteste dei pastori sardi per il prezzo troppo basso del latte. «L'importazione sul mercato europeo di latte ovino proveniente da paesi europei quali Romania, Bulgaria a basso costo implica una variazione di mercato non concorrenziale, sottoponendo il prodotto sardo ad eccessivo ribasso del prezzo di vendita».

  • «Abbiamo avuto io e Tajani un colloquio interessante con il Commissario all'Agricoltura Phil Hogan: invierà una commissione di esperti in Sardegna. Metterà a disposizione fondi europei per azioni di promozione del pecorino romano ». Lo ha annunciato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi a Cagliari, nella conferenza stampa del centrodestra.
  • La Sardegna alla conquista del mercato cinese del latte ovino in polvere destinato ai neonati. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore della Programmazione Raffaele Paci, ha infatti deciso di cofinanziare con 2,1 milioni di euro il programma di espansione della società Alimenta Srl, a sua volta cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo economico attraverso un Contratto di sviluppo, per il particolare valore economico che il progetto può avere per la zona. Il programma di investimenti proposto da Alimenta prevede infatti la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo nella zona industriale di Tossilo, nel Comune di Borore, con l'obiettivo di sviluppare nuove linee produttive del latte in polvere per neonati. Si stima che, a regime, lo stabilimento lavorerà 10 milioni di litri di latte ovino e 60 milioni di litri tra siero e scotta ovini, con 60 dipendenti a tempo pieno. Alimenta esporta il suo prodotto in Cina, dove è particolarmente richiesto e fortemente apprezzato per la grande attenzione che ormai viene riservata al "safe food", cibo sano e di alta qualità.

Ma il fronte della protesta si allarga

  • Circa 3 milioni di litri di latte sono stati lavorati per essere dati in beneficienza, in pasto agli animali o gettati in strada, per colpa di una situazione insostenibile che ha portato i pastori all'esasperazione. E' quanto stima la Coldiretti in occasione del tavolo di filiera convocato sul prezzo del latte per il pecorino al ministero delle Politiche Agricole. Ad una settimana dal primo tavolo di negoziato al Viminale e dopo l'incontro in Sardegna, sottolinea la Coldiretti, è chiara la necessità di definire un acconto equo almeno superiore ai costi di produzione e di inserire nell'accordo una clausola che garantisca di raggiungere in tempi certi l'obiettivo di 1 euro per il prezzo pagato ai pastori da parte degli industriali, che potranno vendere allo Stato ad un prezzo garantito pecorino romano, grazie ai quasi 50 milioni di euro messi in campo da governo e Regione.protesta latte
  • Proteste anche in Calabria, 20 bidoni versati su strada. Un centinaio di allevatori ha partecipato stamani, a Crotone, alla manifestazione indetta dall'Associazione regionale allevatori della Calabria. Provenienti soprattutto da Isola Capo Rizzuto e Cutro, dove sono presenti numerose aziende zootecniche specializzate nell'allevamento di pecore della Calabria, i pastori si sono radunati all'ingresso di Crotone, versando in strada il latte contenuto in una ventina di bidoni. "Siamo in una situazione se non alla pari anche peggio della Sardegna - ha detto Raffaele Portaro presidente di Ara Calabria -. Il latte ci viene pagato da 65 a 70 centesimi al litro Iva compresa, ma se il prezzo non arriva ad un euro le aziende non sono in grado di soddisfare le esigenze dell'impresa. Basta pensare al costo del foraggio che in Calabria è più alto rispetto al resto d'Italia per via dei costi di trasporto. Chiediamo l'istituzione di in tavolo tecnico per stabilire il valore reale sia alla produzione sia alla trasformazione per portare un utile reale a tutta la filiera".
  • Latte: 500 litri versati a terra da allevatori nel Ragusano. Sulla scorta della protesta portata avanti dai pastori sardi, anche gli allevatori della provincia di Ragusa hanno protestato versando a terra 500 litri di latte. Si sono radunati nell'area dell'ex campo di concentramento militare di Vittoria, che ogni sabato ospita il mercatino, per inscenare la protesta sulla falsariga di quella fatta in Sardegna dai pastori sardi.
    "Abbiamo bisogno di aiuto subito - dice l'allevatore Giovanni Tommasi che ha un'azienda con 900 capi di bestiame - non possiamo più aspettare. Le nostre aziende sono sull'orlo del collasso. Vendiamo latte e carne a prezzi sono troppi bassi. Il latte di capra lo comprano a 70 centesimi e quello di pecora a 50 centesimi. Siamo destinati al fallimento".

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