Per la Xylella non c’è cura, anche il Parlamento ne prende atto

La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato quasi all’unanimità il documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva sulla Xylella.
Xylella: la Commissione Agricoltura della Camera approva quasi all’unanimità il documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva. L’obiettivo: individuare le azioni per cercare di fermare la sinora inesorabile avanzata della fitopatia

Per Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53 attualmente non esiste alcuna cura. Perciò deve essere eradicata dove sia possibile e contenuta dove l’eradicazione non sia più attuabile. È quanto indica la relazione finale dell’Indagine conoscitiva della Camera dei deputati sull’emergenza Xylella approvata dalla Commissione Agricoltura di Montecitorio. E aggiunge che, oltre al monitoraggio, che potrebbe essere effettuato anche via satellite sulle aree indenni, bisogna adottare un piano di lotta ai vettori che si sviluppi privilegiando misure fitosanitarie di natura agronomica e fitoiatrica a basso impatto ambientale.

Documento approvato quasi all’unanimità

Il documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva della Camera dei Deputati sull’emergenza Xylella in Puglia, che ha visto relatori Giuseppe L’Abbate (M5S) e Lorenzo Viviani (Lega), è stato approvato quasi all’unanimità dalla Commissione Agricoltura di Montecitorio (l’unico voto contrario è stato quello della deputata Sara Cunial-M5S). Il lavoro parlamentare era iniziato lo scorso 6 settembre ed è proseguito per circa 12 appuntamenti fra audizioni di associazioni di categoria, ricercatori, docenti universitari, ecc. A dicembre, poi, una delegazione della Commissione Agricoltura ha fatto visita ai territori colpiti in Salento e ai campi sperimentali dove i ricercatori stanno provando a trovare una cura al batterio da quarantena.

Un punto fermo: la causa del disseccamento è il batterio Xylella fastidiosa

Dal documento conclusivo emerge un preciso punto fermo: «Risulta ormai certo che la causa del disseccamento degli olivi in Puglia è dovuta al diffondersi del batterio della Xylella fastidiosa e alla capacità di essere trasportato da vettori, fra i quali il più noto è quello denominato Philaenus spumarius, noto come “sputacchina media”». Un punto fermo non di poco conto, perché molti hanno messo in discussione o negano ancora, di fronte all’evidenza scientifica, che il batterio è la causa del disseccamento degli olivi.

Un punto fermo: causa del disseccamento è il batterio Xylella fastidiosa.

Una fotografia della situazione attuale, per decidere come agire

«Ringrazio tutti i gruppi per il lavoro svolto con senso di responsabilità per un problema che sta minando la produzione di olio di oliva in Italia e che, al contempo, sta tristemente ridisegnando il paesaggio della mia terra, la Puglia – dichiara L’Abbate –. L’obiettivo di questo lavoro parlamentare era realizzare una fotografia della situazione attuale, in modo tale da individuare quali azioni vanno messe in atto per cercare di fermare la sinora inesorabile avanzata della fitopatia. Il voto praticamente unanime dimostra quanto sia necessario un intervento corale anche sul territorio. Questa battaglia possiamo vincerla solo se tutti i soggetti interessati lavorano all’unisono: agricoltori, Comuni, Province, Regione, Stato devono mettere in pratica tutte le misure necessarie per fermare l’avanzata del batterio. Il governo Conte si è dimostrato subito determinato su questa situazione ereditata dal passato e dove finora aveva prevalso l’inazione: grazie al ministro del Sud Barbara Lezzi sono stati stanziati i primi 100 milioni per fronteggiare l’emergenza; inoltre è stato approvato il decreto contenente il piano di interventi a firma del ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, dopo consultazioni con tecnici e ricercatori. Al contempo il sottosegretario Alessandra Pesce è al lavoro, con il comparto, per redigere un piano olivicolo che manca all’Italia da 30 anni: finora sono stati sempre annunciati e mai attuati e, difatti, la nostra produzione olivicola è stata superata da altri Stati mediterranei. Nella zona infetta, infine, va necessariamente reinventata l’economia agricola: bisogna dare sostegno e prospettive a un intero settore che in Puglia viene via via cancellato e rischia di diventare presto un dramma sociale e non più solo economico».

Giuseppe L’Abbate.

In Salento costituito tavolo istituzionale di crisi su Xylella

Intanto nel Salento le organizzazioni agricole Coldiretti Lecce, Coldiretti Brindisi, Coldiretti Taranto, Confagricoltura Lecce, Confagricoltura Brindisi, Confagricoltura Taranto e Confcooperative Lecce hanno costituito un tavolo istituzionale di crisi sulla Xylella. E hanno preannunciato forme di lotta che partiranno con una manifestazione a Lecce il 9 marzo p.v., a cui saranno chiamate ad aderire le altre organizzazioni anche non agricole e le comunità territoriali, poiché il problema riguarda ormai la distruzione dell’intero territorio salentino.

«Il mondo agricolo salentino è compatto nel condannare una politica regionale – si legge nel documento – che non decide sulla grave pandemia per cui l’Unione europea pretende azioni concrete tese ad attuare una politica di contenimento. La Regione Puglia non mette fine alle ambiguità, continuando a strizzare l’occhio a chi nega ancora l’evidenza della ufficialità dei dati di una positività prossima al 100% nella zona delimitata come infetta; si susseguono provvedimenti legislativi e amministrativi tanto generici quanto inconcludenti ai danni dei territori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto».

Nel documento sottoscritto dai presidenti delle organizzazioni citate, queste ritengono di dover intervenire con forza estrema per ottenere l’attenzione delle istituzioni pubbliche sulla distruzione del territorio e dell’economia, non solo agricola, del Salento operata dalla malattia. Per questo le organizzazioni hanno dichiarato lo stato di agitazione dell’intera categoria nei territori salentini colpiti da Xylella, stigmatizzando il ritardo negli interventi da parte della Ue, del Governo italiano e soprattutto della Regione Puglia. Il tavolo istituzionale di crisi si occuperà della comunicazione esterna, della organizzazione delle iniziative di lotta e della redazione della piattaforma rivendicativa.

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