Politici uniti a sostegno di Pac e meccanizzazione

Da sinistra: Guglielmo Golinelli, Paolo De Castro, Filippo Gallinella, Alessandro Malavolti e il giornalista Marco Marozzi
De Castro, Gallinella, Golinelli. Pd, M5S, Lega. All'Eima International il mondo politico si compatta per cercare di tutelare l'agricoltore e risolvere i problemi del settore meccanico-agricolo, pilastro dell'economia del Paese

Tutti quanti vogliono essere all'Eima. Dopo alcune incomprensioni di inizio manifestazione, risoltesi con il chiarimento fra il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti, e il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, il mondo delle politica dimostra di voler essere presente a Bologna, di credere nella forza di Eima International, di aver a cuore il futuro della meccanizzazione agricola.

Mondo della politica che arriva in forze con uno stuolo di eurodeputati, guidati dall'esponente del Pd Paolo De Castro, e di parlamentari italiani, con in testa il presidente della Commissione agricoltura della Camera Filippo Gallinella (M5S).

Uniti nel nome dell'agricoltura e, di conseguenza, della meccanizzazione di settore che solo se il comparto è in buona salute può prosperare.

«Indipendentemente dai colori politici - è l'acchito di De Castro - in Europa spesso già ora si fa squadra per cercare di tutelare gli interessi nazionali. In questo momento la priorità evidente è la costruzione della nuova Pac e il mantenimento del budget finanziario che la sorregge. Si tratta di una partita complessa poichè se dovesse passare la proposta della Commissione sulla dotazione finanziaria e non quelle del Parlamento che comunque tende a mantenere lo status quo, avremmo pesanti tagli sul fronte sviluppo rurale».

«In ogni caso - continua De Castro - non c'è nessuna possibilità che la Pac parta il primo gennaio 2021. Considerando le prossime scadenze ritengo che l'opzione più probabile sia quella di un inizio il primo gennaio 2023, vale a dare due anni dopo rispetto alla scadenza prefissata».

«Intanto - conclude De Castro - in Europa ci si sta impegnando per risolvere la questione dei trattori a sbalzo, isodiametrici, che non possono sottostare alle normative che entreranno in vigore e che necessitano di una giusta proroga. Stiamo parlando di una nicchia di poco più di duemila macchine che tuttavia per il sistema Italia hanno un'importanza rilevante».

L'agricoltura unisce

Sulla stessa lunghezza d'onda Gallinella: «L'agricoltura unisce anche fronti politici diversi.A livello nazionale stiamo lavorando molto per tutelare l'imprenditore agricolo. Che ha bisogno di certezza e, ad esempio, di un miglio coordinamento fra gli (otto, ndr) enti pagatori».

E nel settore meccanizzazione? «Pensiamo di confermare ed estendere - sottolinea Gallinella - il superammortamento per gli investimenti, guardando con un occhio di riguardo al mondo dei contoterzisti. Inoltre per trasferire meglio le conoscenze penso si possa ragionare sulla costituzione di un fondo ad hoc per l'innovazione».

«Troppe importazioni, serve cambiare»

A chiudere il cerchio Guglielmo Golinelli (Lega), allevatore suinicolo da meno di un anno in Parlamento. «Tutti vogliono tutelare l'agricoltura, ma servono cambiamenti sostanziali. Ancora oggi importiamo materie prime per 7 miliardi di euro. Ci sarebbe spazi importanti per fare agricoltura. Eppure la redditività è bassa e molte imprese non hanno nemmeno la disponibilità per comprare una macchina innovativa. A maggio 2019 speriamo di cambiare le cose anche in Europa, in modo da dare garanzie diverse a chi vuol fare agricoltura in Italia».

 

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