Xylella non più eradicabile, l’unica soluzione è conviverci

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Audizione alla Camera sulla Xylella di Pierfederico La Notte (Cnr): «Manca una cura sperimentalmente verificata. Occorre individuare cultivar di olivo che resistano»

La ricerca lavora a 360 gradi per combattere la Xylella e l'unica soluzione oggi è consentire al territorio infetto di convivere con il batterio, non essendo ormai più eradicabile dalla penisola salentina.

A sintetizzare le azioni contro il killer degli ulivi è il ricercatore del Cnr dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante di Bari, Pierfederico La Notte, in un'audizione in commissione Agricoltura alla Camera (clicca qui per accedere al video), nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa nella regione Puglia.

L'audizione di Pierfederico Lanotte alla Commissione Agricoltura della Camera 

California come esempio

«A oggi - avverte il ricercatore - manca una cura sperimentalmente verificata ed economicamente sostenibile, per questo una delle strade che stiamo battendo è individuare cultivar di olivo che resistano e si infettino al batterio della Xylella».

Fa scuola la California, primo produttore al mondo di mandorle nonostante sia presente uno dei ceppi di Xylella e dove il patogeno non è stato eradicato.

«Si tratta di selezionare delle varietà che non solo non seccano resistendo all'infezione - spiega La Notte - ma che possono anche ospitare molti meno batteri di altre cultivar, fornendo un freno alla loro diffusione».

Leccino argine naturale

Al momento sono state selezionate due varietà; si è scoperto ad esempio che il Leccino è un pessimo ospite e può fungere da argine naturale alla diffusione della malattia.

Il Cnr sta studiando quasi 460 varietà provenienti da tutte le aree olivicole del bacino mediterraneo, con 89 già in prova in pieno campo.

philaenus spumarius, vettore della Xylella fastidiosa
Il fitofago Philaenus spumarius, vettore della Xylella fastidiosa.

Un altro fronte sul quale il Cnr sta lavorando è la lotta biologica e genetica, dall'uso di molecole ad azione insetticida, a colture repellenti, alle piante 'trappola' o 'esca' scaturite dall'osservazione del comportamento del vettore che comunica con delle vibrazioni, come le cicale.

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