Biodiesel dagli oli da cucina usati

Online le Linee guida realizzate nell'ambito del progetto europeo RecOil per aiutare le comunità a sviluppare sistemi di raccolta e trasformazione dell'olio esausto

Si è appena concluso il progetto europeo RecOil nato con l'obiettivo di aumentare la produzione sostenibile di biodiesel e la sua introduzione nel mercato locale, migliorando la raccolta dell’olio da cucina usato dalle famiglie e la successiva trasformazione in biodiesel. L’olio usato da cucina rappresenta un rifiuto difficile da smaltire, e sebbene sia classificato in Italia, come “non pericoloso”, se rilasciato nell’ambiente, provoca effetti molto dannosi per l’ambiente. È necessario quindi supportare, a livello europeo e nazionale, il processo di raccolta e valorizzazione dell’olio usato da utenze domestiche, dato che, il suo recupero, non solo evita i danni ambientali ed economici, ma contribuisce anche alla valorizzazione energetica di questa risorsa. L’olio usato infatti, se recuperato, può essere utilizzato come risorsa energetica in impianti di cogenerazione oppure può essere trasformato in biocombustibile (biodiesel) mediante una trasformazione chimica.

La valutazione delle migliori pratiche in uso nelle filiere di recupero dell’olio da cucina usato esistenti è stata realizzata nell’ambito appunto del progetto triennale RecOil, co-finanziato dalla Commissione Europea mediante il programma Intelligent Energy Europe, attraverso indagini presso le famiglie, esperienze nelle industrie coinvolte ed un’accurata analisi della normativa in materia, al fine di evidenziare eventuali problematiche e barriere per l’introduzione del biodiesel nel mercato.

Con le informazioni raccolte sono state realizzate delle Linee guida, oggi disponibili on-line al sito www.recoil-project.eu (tradotte in italiano, spagnolo, francese, portoghese, greco e danese) che rappresentano uno strumento di aiuto alle comunità che vorranno sviluppare sul proprio territorio sistemi di raccolta e trasformazione dell’olio da cucina esausto per la produzione di biodiesel.

Per ogni nazione sono stati inoltre implementati progetti pilota per la raccolta, la trasformazione e commercializzazione del biodiesel prodotto dall’olio da cucina usato, accompagnati da campagne pubblicitarie per sensibilizzare il territorio. Questi progetti sono serviti a testare e a validare i sistemi adottati, ma anche a valorizzare e diffondere i risultati ottenuti stimolando altre realtà a sfruttare l’olio da cucina usato come una risorsa.

I progetti pilota in Italia sono stati sviluppati nei Comuni di Castrovillari e Castrolibero. ALESSCO ha supportato le attività del Comune di Castrovillari e ad oggi la raccolta dell’olio ha raggiunto circa 1500 litri/mese, pienamente in linea con quanto previsto dal progetto. È stato inoltre realizzato un impianto pilota per la produzione di biodiesel, sono state prodotte già alcune quantità di biocarburante e le analisi chimiche svolte hanno dimostrato l’ottima qualità del prodotto.

Al progetto RecOil hanno preso parte numerosi partner internazionali quali l’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente di Arrábida (capofila del progetto), l’Associazione Europea per la Biomassa, il Dipartimento Ambientale dell’Università tecnica della Grecia, il Comune di Castrolibero, l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo sostenibile della Provincia di Cosenza (ALESSCO) e piccole medie imprese come ETA Florence Energie Rinnovabili di Firenze.

http://www.recoilproject.eu/index.php/it/about-recoil-2

Biodiesel dagli oli da cucina usati - Ultima modifica: 2015-04-16T16:09:12+02:00 da Dulcinea Bignami

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