Nuovo taglio agli incentivi, rinnovabili a rischio black out

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La bozza di decreto all'esame ministeriale mette a rischio lo sviluppo del settore. La denuncia di Agrinsieme

Il decreto sugli incentivi alle rinnovabili (non fotovoltaiche) dovrebbe vedere la luce a breve dopo il passaggio al Mipaaf e al ministero dell’Ambiente e si moltiplicano gli appelli delle organizzazioni di settore per apportare modifiche alla bozza presentata dal ministero dello Sviluppo economico. Il neo coordinatore di Agrinsieme (coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari) Dino Scanavino ha inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina nella quale sottolinea come il taglio drastico agli incentivi per biogas e biomasse previsto nella bozza rischi di «pregiudicare nel prossimo futuro ogni possibilità di sviluppo di questo settore». Pertanto Agrinsieme chiede che «gli impianti a biomasse e biogas nella prima soglia di potenza fino a 300 kWe, possano beneficiare della stessa tariffa base già prevista nel precedente decreto 6 luglio 2012 anche oltre il termine dei 12 mesi fissato dall’articolo 7. Si tratta di impianti di piccola taglia che utilizzano prevalentemente sottoprodotti e che per le loro caratteristiche valorizzano la filiera corta, le risorse del territorio, le imprese agricole e forestali e che quindi attivano lo sviluppo sostenibile e responsabile a scala locale».

«Riteniamo necessario – prosegue Scanavino - prevedere per gli impianti a biomasse e biogas, indipendentemente dalla potenza, un periodo più lungo, da 12 mesi a 18 per accedere agli incentivi di cui al Dm. 6 luglio 2012. Inoltre anche una revisione del sistema di calcolo dell’incentivo per gli impianti a biomasse, ai quali dal 2016 si applicherà la tariffa onnicomprensiva, in relazione all’andamento del mercato dell’energia».

«Un decreto che non garantisce lo sviluppo del settore» è il commento di assoRinnovabili (associazione dei produttori) che individua tra le principali criticità «l’orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1° dicembre 2016, che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese e il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti: fino al 40% in meno al mini eolico, fino al 18% in meno per il mini idroelettrico e fino al 17% per i piccoli impianti a biomasse e biogas».

E dal gruppo di lavoro Energia e Clima degli Stati generali della Green Economy sono arrivate ai ministeri interessati tre proposte operative: «avviare un percorso di reale semplificazione, prevedere meccanismi adeguati per il sostegno a cominciare dagli impianti di piccola taglia e dalla generazione distribuita, dare maggiore efficacia al meccanismo delle aste».

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