Lavoro e vendemmia

    Lavoro accessorio ¿voucher¿

    Domanda

    Vi scrivo in qualità di socio di una piccola società agricola in provincia di Avellino. Come molti piccoli viticoltori utilizziamo, durante la vendemmia, dei lavoratori della zona stagionali, tutto con regolare pagamento di contributi.
    Essendo inoltre la vendemmia ancora una festa (almeno per noi) ci piacerebbe invitare familiari e amici a partecipare all'evento. Soprattutto per chi viene da Roma può essere un'occasione di festa.
    Mi dicono che purtroppo ciò non sia possibile.
    Ossia è permesso il lavoro occasionale con il pagamento di un vaucher ma solo a chi a più di 60 anni, oppure è disoccupato, oppure è uno studente minore di 25 anni.
    La normativa sembra vietare qualunque uso di persone al di fuori delle liste bracciati del luogo... andando però a spulciare le varie leggi ho visto che sono ancora in vigore le figure di compartecipazione individuali e familiari o di coloni.
    http://www.confagricolturalessandria.it/previdenza/normativa2.asp?id=110105223
    http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/l203-82.htm articolo 56
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1993;375 art. 6, cc. 1 e 4
    http://pensionati-cisl.vi.it/wp-content/uploads/2013/06/080429104550_E1_056_VADEMECUM_C_11-10.pdf

    Pensate che queste figure possano fare al caso nostro? È possibile usarle proponendo un contratto di compartecipazione con scambio lavoro-prodotti?

    Risposta

    Il nostro ordinamento non concepisce il lavoro come una 'festa' ma come una 'obbligazione', contrattualizzata e foriera di rapporti giuridico ' previdenziali.
    Pertanto, lo scambio lavoro ' prodotti non è possibile; è appena tollerato (tra coltivatori diretti se confinanti) lo scambio di manodopera, ex art. 2139 c.c.
    Unica possibilità per il lavoro 'occasionale', come ipotizzato dal lettore, è quella del c.d. lavoro accessorio 'voucher' e, per i parenti e affini entro il 4° grado, il lavoro 'familiare', ex art. 74 D.Lgs. n. 276/2003.
    La compartecipazione non è praticabile, in quanto da un lato può essere riconducibile alla contrattualistica agraria (artt. 27 e 56 legge n. 203/82) e dall'altro può essere assimilabile al lavoro agricolo subordinato, con obbligo contributivo ordinario: Anche le forme di compartecipazione evocate dal lettore non sfuggono alla legislazione del lavoro e previdenziale con relativi obblighi sia amministrativi che contributivi. Un qualche rilievo posso avere gli usi locali, se previsti in sede di competente Camera di commercio.

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