Bietola, il saccarosio supera le 10 tonnellate per ettaro

    Rese soddisfacenti negli oltre 32mila ettari coltivati nei bacini Coprob. Preoccupa il calo del prezzo internazionale dello zucchero

     

    Il 2017 è stato un anno caldo e siccitoso, difficile per la barbabietola. Eppure in casa Coprob, la cooperativa ormai rimasta la sola realtà saccarifera italiana, la soddisfazione per i risultati produttivi di campagna è evidente.

     

    Claudio Gallerani

    «Quest’anno – rimarca il presidente Coprob Claudio Gallerani – va confrontato con annata climaticamente complesse, come il 2003 e il 2012. Ebbene rispetto a quelle campagne le rese sono aumentate di circa il 30%. Un dato davvero significativo che fa capire quanto sia cresciuta la bieticoltura italiana, con strategie e tecniche colturali innovative».

    Cominciamo a snocciolare numeri.

    Gli ettari coltivati nel 2017 da Coprob sono stati 32.300, 20.400 in Emilia-Romagna e 11.900 in Veneto. Le rese produttive sono state di 10,7 t/ha di saccarosio in Veneto e nella provincia di Ferrara e di 9,5 t/ha di saccarosio nel resto dell’Emilia. Di conseguenza la media del gruppo è 10 t/ha di saccarosio, ottenuto con una resa in radici di 65 t/ha e una polarizzazione media di 15,40 (14,8 per il bacino veneto e 15,7 per il bacino emiliano)

    Va rimarcato il risultato veneto: le 10,7 t/hamedie sono un inedito, un record produttivo, ottenuto in un anno difficile.

    «Numeri soddisfacenti – continua Gallerani – che si scontrano con un prezzo dello zucchero in calo da mesi, che non accenna a riprendersi. Come gestori di una cooperativa faremo comunque di tutto per sostenere il prezzo da pagare ai nostri soci/bieticoltori (il prezzo 2017 dovrebbe essere definito ai primi di dicembre, ndr)».

    Intanto Gallerani guarda avanti e pensa già alle prossime campagne. «Riproporremo i contratti triennali con un prezzo base in grado di coprire almeno i costi di produzione, una premialità legata al prezzo internazionale dello zucchero e una premio fedeltà per chi crede nel progetto Coprob e rimane ‘ancorato’ alla bieticoltura».

    Sul fronte Plv è il responsabile dell’area agricola Coprob, Massimiliano Cenacchi, a fornire le cifre dell’annata: «La Plv media a ettaro dei bieticoltori del gruppo è di 2.550 euro. Togliendo i costi, mediamente di 1.700 euro/ha (variabili da 1.500 a 1.900 euro in base al tipo di conduzione aziendale), si può dire che alla barbabietola rimane un utile di poco inferiore ai 900 euro/ha».

    Ma l’analisi di Cenacchi è di più ampio respiro: «Quest’anno la bietola ci lascia 4 messaggi:

    - è una coltura che con il miglioramento genetico e l’evoluzione della tecnica, si adatta maggiormente rispetto ad altre colture primaverili estive al cambiamento climatico;

    - è una coltura che rimane strategica per la rotazione (il grano seminato su bietole aumenta di tenore proteico e consente una riduzione degli input);

    - negli ultimi dieci anni (anche con evidenti fluttuazioni del prezzo) la bietola da zucchero ha sempre lasciato al produttore un margine operativo lordo significativamente positivo;

    - l’applicazione della Bieticoltura 4.0 (analisi soluzione circolante, precision farming, semine precoci, salvaguardia della struttura del terreno, concimazione mirata per mantenere una fisiologia equilibrata, irrigazione vista non come “soccorso”, miglioramento della comunicazione e divulgazione anche in campo) ha portato a risultati impensabili fino a poco tempo fa.

    E si può ancora migliorare».

    Di campagna bieticola 2017 e delle strategie agronomiche per migliorare ulteriormente le rese se ne parlerà al convegno dell'8 novembre 2017 al Centro polifunzionale Bersani del Coprob di Minerbio dedicato a "soluzioni efficaci per la bieticoltura italiana".

    L'appuntamento è per le 15.30 in Via Mora 56, Minerbio (Bologna)

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